Allerta su integratori a base di cumarina e cannella

integratori cumarina

Gli integratori contenenti cumarina potrebbero causare danni al fegato. L’allerta è diffusa dall’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, ambientale e dei rischi professionali.

Integratori con cumarina, rischio cumulo

La cumarina è un composto aromatico naturale presente in diverse piante, come la cannella. Ne mangiamo spesso, anche senza saperlo, perché presente nei condimenti (erbe, spezie) e in molti alimenti, come salse, pasticcini, torte, biscotti. L’industria alimentare la utilizza sia come aromatizzante, sia come fungicida e antiossidante.

Negli integratori alimentari viene impiegata per diversi effetti farmacologici dimostrati, tra cui anticoagulante, antimicrobico, antinfiammatorio, neuroprotettivo, antidiabetico, anticonvulsivo e antiproliferativo (1).

Altre vie di esposizione alla cumarina si realizzano mediante cosmetici, profumi e prodotti per l’igiene domestica.

Il rischio di venire esposti a quantità eccessive di cumarina è quindi concreto. Ma gli eccessi possono danneggiare il fegato, soprattutto nelle persone con malattie epatiche.

La dose massima fissata da EFSA

Alla luce dei rischi di tossicità, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fissato nel 2008 una dose massima (Tolerable Daily Intake, TDI) di 0,1 mg per kg di peso corporeo al giorno.

Secondo Anses, i francesi raggiungono il 20% di questo limite con la sola alimentazione. Di conseguenza, l’assunzione di un integratore contenente cumarina potrebbe molto facilmente condurre al superamento della dose TDI.

Integratori di cumarina con moderazione

Per evitare danni alla salute, l’Anses consiglia alle persone con storia di malattia epatica di evitare la cumarina (cannella, in primis), sia quando presente negli alimenti, sia in forma di integratore.

A tutti gli altri raccomanda invece di mantenere l’assunzione attraverso integratori alimentari sotto i 4,8 mg al giorno per un adulto di 60 kg di peso.

Gli oli essenziali di cannella, utilizzati in particolare negli integratori alimentari, hanno causato la maggior parte degli effetti avversi (16 casi sui 28), come sintomi epatici e digestivi, registrati dalla banca dati Nutrivigilance.

Note

(1) V. An Overview of Coumarin as a Versatile and Readily Accessible Scaffold with Broad-Ranging Biological Activities. Int. J. Mol. Sci. 2020, 21(13), 4618; https://doi.org/10.3390/ijms21134618

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