Pensioni, l’Inps: “Per i part time conteggiare anche i periodi non lavorati”

Inps

Novità per i lavoratori part time: chi lavora con la formula “verticale” si vedrà riconoscere l’anzianità contributiva anche per i periodi non lavorati. Sotto questo aspetto, il tempo parziale sarà quindi considerato come un contratto full time, accorciando l’attesa per la pensione.

 

La circolare dell’Inps

Lo ha chiarito l’Inps con la circolare 74, che rende operativa una norma inserita nell’ultima legge di Bilancio. La novità riguarda i dipendenti privati che svolgono o hanno svolto lavoro a tempo parziale (part time) per alcuni giorni alla settimana, per alcune settimane al mese o mesi all’anno. Le settimane o i mesi lavorati saranno quindi calcolati per intero, considerando anche i giorni non lavorati. Questo non incide ovviamente sull’assegno della pensione, il cui importo sarà calcolato sulla base degli effettivi contributi versati. I dipendenti privati vengono così equiparati a quelli del settore pubblico, dove questo tipo di part time è già conteggiato interamente ai fini dell’anzianità lavorativa.

 

La Corte di Giustizia: calcolare anche i periodi non lavorati

Sulla questione era già intervenuta la Corte di Giustizia dell’Unione europea nel 2010, affermando che per il principio di non discriminazione “l’anzianità contributiva utile ai fini della determinazione della data di acquisizione del diritto alla pensione sia calcolata per il lavoratore a tempo parziale come se egli avesse occupato un posto a tempo pieno, prendendo integralmente in considerazione anche i periodi non lavorati”.

 

Contratti passati: 10 anni di tempo per fare domanda all’Inps

La novità vale per i contratti in corso, per i quali saranno riconosciuti in automatico i periodi mancanti, ma si applica anche ai contratti passati. In questo caso i lavoratori dovranno però fare domanda all’Inps.
La richiesta andrà presentata alla Struttura territoriale dell’area di residenza tramite PEC oattraverso il servizio on-line di segnalazione contributiva (c.d. FASE). Si hanno dieci anni di tempo a partire dal 1 gennaio 2021, vale a dire la data di entrata in vigore della legge di Bilancio.

 

Le istruzioni

L’Inps chiarisce che la domanda dovrà essere corredata dall’attestazione del datore di lavoro o dalla dichiarazione sostitutiva dell’interessato, corredata dal contratto di lavoro.
Se l’azienda sia definitivamente cessata, il lavoratore potrà produrre un’autocertificazione da cui risulti l’articolazione della prestazione lavorativa. Tutte le info e i moduli da scaricare sono sulla pagina web dedicata del sito Inps.

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