Coop per l’ambiente: arrivano 34 cestini “mangiarifiuti” per il mare

Trentaquattro cestini “mangia rifiuti”  per recuperare tonnellate di rifiuti marini – incluse plastiche e microplastiche, e contribuire a salvaguardare l’ecosistema delle nostre acque. È il cuore di “Un mare di idee per le nostre acque”, la campagna di Coop per l’ambiente arrivata quest’anno al secondo anno consecutivo, in partnership con LifeGate.

 

Obiettivo: raccogliere 23 tonnellate di rifiuti

Il viaggio di Coop inizia da Portopiccolo Sistiana, vicino Trieste, e consentirà appunto nei prossimi mesi il collocamento di 34 Seabin (i cestini “mangiarifiuti”) in varie località italiane, coinvolgendo tutte le cooperative di consumatori fino a ottobre, quando si concluderà ancora a Trieste, in concomitanza della “Barcolana”. L’obiettivo è ambizioso: recuperare complessivamente, grazie anche ai 12 Seabin già posizionati nel 2020, 23 tonnellate di rifiuti in un anno, incluse plastiche e microplastiche, pari al peso di circa 1.500.000 bottiglie.

 

Latini: come mettere in file 1,5 mln di bottiglie

“Un obiettivo non di poco conto – assicura Maura Latini, amministratrice delegata Coop Italia intervenuta all’evento di Portopiccolo – Se mettessimo in fila 1 milione e mezzo di bottiglie percorreremo circa 300 km di strada, pari alla distanza tra Milano e Firenze”.

 

Un cestino in grado di raccogliere il 70% di rifiuti dannosi

Seabin è stato progettato per fare pulizia in maniera quasi automatica: galleggiando a pelo d’acqua, “cattura” i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e necessita di interventi di svuotamento e pulizia. Normalmente un Seabin raccoglie per il 70% rifiuti composti da materiali dannosi per l’ambiente come plastica, microplastiche, materiali metallici (latte, lattine), mozziconi di sigarette, materiali assorbenti igienici e cotton fioc; un 20% di massa organica umida contaminata (legno, foglie, rami, pezzi di legno e alghe) rispetto alla quale nei Seabin già posizionati si notano diversi frammenti di plastica e polistirolo rimasti intrappolati, soprattutto nel materiale algale e un 10% di massa organica umida non contaminata.

 

Arriva il responsabile ecologico

Confermato come partner scientifico LifeGate, Coop allarga il suo progetto e include tra i nuovi compagni la barca a vela “Anywave”, la prima ad aver istituito a bordo la figura del “RECO” Responsabile ecologico, e ad aver stilato un Decalogo di comportamenti da cui non derogare sia in navigazione che nelle fasi di attracco nei porti. La barca toccherà alcune delle tappe dove via via saranno posizionati i Seabin ( in particolare Livorno, Sanremo, Brindisi, Portofino, Ancona, Trieste, Venezia) e avrà una funzione di supporto educational aprendosi alle visite di soci, consumatori, scuole. Il ruolo di RECO sarà ricoperto dal co armatore Gino Becevello.

 

Il decalogo per navigare green

Nel Decalogo ci sono regole semplici apparentemente elementari ma che, se applicate, consentono di navigare nel rispetto dell’ambiente, tra queste, il navigare il più possibile a vela, usare prodotti per la pulizia biodegradabili al 100%, non usare stoviglie monouso, avvisare le autorità in caso di avvistamento di plastiche voluminose. La figura del RECO, dopo la primogenitura di Anywave, diventerà tra l’altro altamente raccomandata per gli equipaggi che quest’anno parteciperanno alla “Barcolana”.

 

Findus partner dell’iniziativa

Anche Findus, azienda leader nel settore dei surgelati che ha da tempo intrapreso un importante percorso di sostenibilità ambientale, ha aderito, primo tra i partner commerciali, alla campagna “Un mare di idee per le nostre acque”, adottando 10 dei 34 Seabin e unendosi a Coop nella lotta all’inquinamento delle nostre acque.

 

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