Verso l’addio a Quota 100, si studia Quota 102

Quota 100 va in pensione. La misura che permette di lasciare il lavoro a 62 anni di età e 38 di contributi non sarà rinnovata nel 2022. L’ultima bozza del Recovery Plan esaminata questa mattina dal governo Draghi non include questa ipotesi, si discute invece di sostituirla con una misura analoga, ma che sposta l’asticella a 102. Come per Quota 100, sarebbe richiesto il raggiungimento di 38 anni di contributi ed almeno 64 anni di età. La platea dei destinatari si restringerebbe, lasciando aperta la possibilità di andare in pensione con un anticipo di soli 3 anni. Secondo l’Adnkronos, “fonti del Mef confermano che è un ‘plan B’ su cui si sta ragionando, assieme alla possibilità di prevedere degli sconti contributivi per le categorie più svantaggiate”.

 

Il PNRR: “sostituita da misure per i lavori logoranti”

La forma di pensionamento anticipato voluta dal governo giallo verde è stata introdotta nel 2019 in via sperimentale per 3 anni, e sarebbe dovuta restare in vigore appunto per tre anni. La conferma nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza elaborato dal governo e arrivato oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. “In tema di pensioni – si legge – la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”.

 

Esami di Stato addio per farmacisti e dentisti

Sempre sul tema lavoro, la bozza del piano prevede che, con lo scopo di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo delle professioni si renda “l’esame di laurea coincidente con l’esame di Stato”, ai fini dell’abilitazione all’esercizio della professione. In particolare, il nuovo modello si applicherebbe alle lauree magistrali a ciclo unico in Odontoiatria, Farmacia, Medicina veterinaria, Psicologia, che quindi conferirebbero l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo.

Immagine: governo.it

Authors
Alto