Decreto Covid: resta il coprifuoco, arriva il pass vaccinale

Manca poco alla riunione del Consiglio dei ministri sul decreto riaperture. Martedì pomeriggio si è tenuta la riunione del Comitato tecnico scientifico, durante la quale gli esperti hanno analizzato le linee guida delle Regioni su riaperture e green pass per gli spostamenti, esprimendo un parere scientifico sulle diverse misure, a seguire si è tenuto l’incontro con le Regioni.

 

Sì alle zone gialle, no alle scuole aperte

Il governo sembra intenzionato a cedere alle pressioni che arrivano dal centrodestra per aprire in zona gialla anche i bar e i ristoranti al chiuso, e dall’altro quelle di buona parte delle regioni che chiedono di rivedere la scelta di riportare tutti gli studenti in classe dal 26 se non si interverrà sui trasporti.

 

Le paure degli esperti

Più di un esperto giudica premature le riaperture, vista la situazione epidemiologica ancora seria. A sottolinearlo è anche il virologo Andrea Crisanti, che avverte: “i numeri non giustificano queste decisioni del governo”. L’Inghilterra è arrivata a queste scelte con “15 morti” di Covid-19 “al giorno, 2mila casi e il 70% della popolazione vaccinata. Vorrei capire cosa è stato calcolato e ragionato, quanti morti siamo disposti a tollerare”. “Non si vaccina con alti livelli di trasmissione, è un azzardo biologico – rincara la dose il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova a Radio Capital – In questo modo si dà al virus l’opportunità di mutare. Bisogna adottare il modello inglese, che ha accelerato con la campagna vaccinale quando i contatti tra i cittadini erano ridotti”.

 

Coprifuoco, verso la conferma alle 22

Nelle scorse ore erano circolate voci su un possibile allentamento del coprifuoco dalle 22 alle 23, ma al momento la bozza del decreto riporta ancora l’orario delle 22. Sarà invece confermato lo stato di emergenza fino al 31 luglio, come suggerito dal Cts.

 

Il pass: servirà la certificazione della Asl

La vera novità sarà il pass per gli spostamenti, che dovrebbe permettere libertà di movimento a chi ha ricevuto la doppia dose di vaccino, è guarito o negativo al tampone. Il testo prevede di lasciare libertà di spostamento nelle zone gialle, e consentire nelle arancioni e nelle gialle lo spostamento per soli motivi di necessità. Chi si muove per altre ragioni, ad esempio per turismo, dovrà portare con sé un certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione, o riporta l’esito di un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti, o ancora l’avvenuta guarigione dal Covid.

 

Una validità di sei mesi

Il certificato avrà una validità di sei mesi (salvo nuove positività) e sarà rilasciato “in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo, e reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato”, si legge nella bozza anticipata dalle agenzie di stampa. Il documento sarà disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico.

 

Scuole, in zona rossa presenza al 50%

Quanto alle scuole superiori, potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca”. E quanto prevede la bozza del Decreto che dovrebbe approdare in Cdm domani. Le disposizioni, prosegue il testo, “non possono essere derogate da provvedimenti dei presidenti delle Regioni” fatto salvo casi di “eccezionale e straordinaria gravità” dovuti al Covid.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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