Maschere per capelli, il test: ecco quali funzionano davvero

maschere per capelli

Le promesse dei produttori di maschere per capelli sono incoraggianti. Dovrebbero riparare la chioma e impedire la rottura delle estremità. L’ideale per chi patisce i danni di tinture, decolorazioni e uso frequente di piastra e phon per l’acconciatura. In effetti, alcune funzionano davvero, ma altre deludono le aspettative. E in diversi casi suscitano timori per la presenza di sostanze chimiche problematiche.

Maschere per capelli, il test di K-Tipp

La rivista dei consumatori svizzeri K-Tipp ha analizzato le performance di 8 trattamenti, quasi sempre disponibili anche in Italia e online.

I tecnici di laboratorio hanno dapprima lavato e decolorato 40 ciocche di capelli. Dopo 48 ore, hanno applicato le maschere sulla metà del campione.

Le hanno massaggiate e lasciate in posa per pochi minuti, secondo le istruzioni dei produttori, poi hanno lavato e asciugato all’aria tutte le ciocche.

Infine, hanno pettinato le ciocche asciutte 20mila volte con una macchina e hanno pesato i capelli che si sono spezzati.

Il risultato

Al termine della prova è emerso che tutte le maschere hanno ridotto la rottura dei capelli. L’efficacia è diversa a seconda del prodotto, ma è sempre nettamente superiore all’esito dello spazzolamento della metà del campione non trattato.

Due elementi da ricordare:

– le ciocche trattate con un balsamo hanno beneficiato in misura maggiore della maschera riparatrice,

– i prodotti con un tempo di posa più lungo non sono necessariamente più efficaci.

I migliori del test nella protezione

Il migliore del test è risultato il balsamo nutriente intensivo Syoss. Ottiene il punteggio massimo (5,7, molto buono) per la protezione dei capelli dalla pettinatura e brilla anche per l’assenza di sostanze chimiche problematiche.

Seguono due prodotti, come vedremo meno apprezzati per la presenza di molecole sospette, ma ugualmente efficaci (punteggio 5,7 nella protezione dei capelli):

– la crema Elseve L’Oreal,

– il trattamento Cien, il marchio di cosmetici di Lidl.

Impiegando questi tre prodotti, durante la pettinatura in laboratorio si è spezzato il 90% di capelli in meno, in confronto alle ciocche non trattate.

I peggiori

È andata peggio con gli altri prodotti. In confronto ai primi tre, dopo il trattamento Pantene Pro-V i capelli si sono spezzati circa 9 volte di più (punteggio 4,5). E dire che, secondo le promesse del produttore, la maschera ‘aiuta a riparare fino a 6 mesi di danni in una applicazione’.

Il peggiore del test è il trattamento Garnier Fructis alla papaya: la quantità di capelli spezzati dopo questo trattamento è risultata uguale alle ciocche non trattate (punteggio 4,2).

A metà strada, soltanto per la protezione dei capelli, nell’ordine: L’Oréal Garnier Ultra Doux (5,2), I am e Schwarzkopf Gluss Kur (4,8).

Sostanze chimiche indesiderate

Oltre all’efficacia del trattamento, gli autori del test hanno analizzato la composizione dei prodotti, rilevando la presenza di sostanze problematiche in 5 prodotti su 8.

Privi di chimica sospetta sono soltanto i trattamenti Syoss, I am e Schwarzkopf Gluss Kur.

Le 26 sostanze che causano frequentemente irritazione cutanea e allergia, sono presenti nelle maschere per capelli Cien, Pantene Pro-V, L’Oréal Garnier Ultra Doux, L’Oréal Garnier Fructis.

La chimica in testa e nel piatto

Le analisi di laboratorio hanno inoltre evidenziato nei prodotti L’Oréal Elseve e Pantene Pro-V la presenza di muschi policiclici.

Queste molecole vengono aggiunte per rendere il profumo più persistente. Sono però temute perché attraverso gli scarichi domestici (e industriali) vengono disperse nelle acque superficiali e infine nei mari. Qui contaminano gli organismi acquatici, accumulandosi nel tessuto adiposo.

La contaminazione da muschi policiclici è dimostrata per pesci e crostacei di largo consumo. La sogliola, in primis, ma anche sgombro, tonno, salmone, orata, merluzzo, rana pescatrice, granchio, gamberetto, polpo, pesce persico e passera di mare, come rileva uno studio scientifico appena pubblicato.

I commenti delle aziende

Alcune aziende hanno contestato il test di K-Tipp.

Procter & Gamble, produttore di Pantene Pro-V, ha criticato la procedura, trovando irrealistiche le 20mila pettinate.

L’Oréal lamenta che il test non mostra se i prodotti districano o appesantiscono il capello. E comunica che il suo Garnier Fructis è pensato per ‘usi diversi’. È adatto anche per capelli asciutti e non deve essere necessariamente risciacquato. Quindi non è comparabile con gli altri prodotti testati.

Henkel, infine, reclama perché considera poco comprensibile la grande differenza riferita tra il suo prodotto Schwarzkopf e Syoss (primo del test) nella protezione dei capelli dalla rottura causata dal pettine.

In copertina, un’immagine del sito Pantene

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