Ristoranti aperti anche a cena, la proposta delle Regioni

Ristoranti e palestre, piscine, cinema e spettacoli dal vivo, strutture termali. La Conferenza delle Regioni hanno messo a punto le nuove linee guida da sottoporre al governo, nell’incontro previsto per oggi. Si guarda al mese di maggio, quando le regioni che avranno i numeri per ripartire potranno tornare in zona gialla.

 

Fedriga: “Ora si esprima il Cts”

“Si tratta di proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del Cts che ci auguriamo arrivi il prima possibile”, ha spiegato il presidente Massimiliano Fedriga. “per permettere, in modo progressivo e ferma restando l’applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid-19, al Paese di imboccare la strada del ritorno alla normalità”.

 

Ristoranti, rosticcerie, bar e pub: sì a pranzo e cena

Le regole si applicano a tutte le attività autorizzate alla somministrazione di pasti, incluse quelle di catering. La nuova bozza prevede che venga consentito lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena. Inoltre “tali misure possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening/testing, anche in autosomministrazione”. Per la somministrazione dei pasto bisogna inoltre “privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. È  comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano, nel rispetto delle misure di prevenzione previste”.

 

Distanze e separé

Resta la distanza di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile fino a 2 metri se lo scenario epidemiologico peggiora) e all’aperto. Le distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione. I clienti dovranno indossare la mascherina in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo. Si legge poi nella bozza che sarà necessario “favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere”.

 

In palestra su prenotazione, 2 metri di distanza per la doccia

Per le palestre, il documento prevede che i gestori debbano “redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni”. Inoltre dovranno “organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce  in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri o separare le postazioni con apposite barriere”. I flussi dovranno essere regolamentati , e gli spazi delimitati. Inoltre dovrà essere garantita la distanza di sicurezza di almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, 2 metri durante l’attività fisica.

 

Cinema e spettacoli

Per quanto riguarda sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli, le indicazioni sono di “riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale). Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”. Sarà necessario un distanziamento di un metro tra gli spettatori, due metri senza mascherina (che sarà però sempre obbligatoria negli spostamenti).

 

 

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

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