Johnson & Johnson, l’ipotesi: dosi solo agli over 60

Sei donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni hanno manifestato una malattia con coaguli di sangue nelle due settimane successive alla inoculazione del vaccino statunitense Johnson & Johnson, che proprio oggi sarebbe dovuto arrivare in Italia. Una catena di reazioni avverse gravi – una donna è morta e un’altra è ricoverata in gravi condizioni – che ha convinto le autorità sanitarie degli Stati Uniti a sospendere la somministrazione del vaccino a dose unica.

Consegne sospese in tutta Europa

La notizia arriva nel giorno in cui le dosi del vaccino statunitense sono approdate in Italia. I lotti restano per ora fermi in magazzino, e le nuove consegne sono state sospese dall’azienda in tutta Europa. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha dichiarato,  che “al momento non è chiaro se esista un nesso causale tra la vaccinazione con il farmaco contro il Covid-19 di Johnson & Johnson e i casi di coaguli di sangue”, che il comitato per la sicurezza sta indagando e “deciderà se potrebbe essere necessaria un’azione normativa”.

 

Possibili limitazioni

La notizia è diffusa martedì dal New York Times, secondo il quale, la FDA (Food and Drug Administration) e il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) esamineranno a breve i possibili collegamenti tra il vaccino e la patologia rilevata. L’analisi — sempre secondo il quotidiano  — potrebbe portare a una limitazione dell’uso del vaccino, ad esempio per alcune fasce di età.

 

L’ipotesi: solo agli over 60

Anche in Europa si attende la decisione dell’Ema, ma l’orientamento dei Paesi Ue è quello di somministrare il siero solo agli over 60, esattamente come già avviene per Astrazeneca. Un fatto che rischia di rallentare ulteriormente la campagna vaccinale, visto che dalla casa statunitense l’Italia attende più di 7 milioni di dosi, che nel piano sarebbero servite a immunizzare soprattutto la fascia dei 40 e 50enni.

Le somiglianze con il caso AstraZeneca

Il caso Johnson & Johnson sembra replicare l’allarme suscitato in Europa dalle reazioni avverse al vaccino sviluppato da AstraZeneca (ora ridenominato Vaxzevria) e dai ricercatori dell’Università di Oxford, non autorizzato negli Stati Uniti. Qui la stragrande maggioranza della fornitura di vaccini della nazione proviene da altri due produttori, Pfizer-BioNTech e Moderna, che insieme forniscono oltre 23 milioni di dosi a settimana e non hanno finora suscitato preoccupazioni significative di sicurezza, precisa il New York Times.

 

Una sola dose

L’amministrazione Biden contava proprio sul vaccino Johnson & Johnson per inoculare centinaia di migliaia di dosi ogni settimana. Oltre a richiedere una sola dose, infatti, questo è il vaccino di più facile gestione. A differenza dei ritrovati di Pfizer-BioNTech e Moderna, infatti, non va conservato a temperature estremamente basse.

 

Convocata l’Aifa

Il vaccino statunitense arriva proprio oggi in Italia. Era atteso come un elemento di accelerazione della campagna vaccinale. Ma lo stop negli Stati Uniti potrebbe dettare ulteriori ritardi.  “Chiaramente  siamo in collegamento con l’agenzia europea dei medicinali”, ha dichiarato dopo una riunione con i tecnici dell’Agenzia italiana del farmaco il ministro per la Salute Roberto Speranza, “valuteremo nei prossimi giorni appena Ema e gli americani ci daranno notizie più formali e definitive quale sarò la strada migliore. Ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante”.

 

 

Foto di Ali Raza da Pixabay

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