Da lunedì sei regioni in arancione

L’Italia vira verso l’arancione. Lunedì 12 aprile sei regioni usciranno dalla zona rossa: in testa ci sono Lombardia e Piemonte seguite da Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Toscana, a cui si aggiunge la Calabria. Rimangono così quattro le regioni con il livello massimo di restrizioni: Campania, Puglia e Valle d’Aosta e Sardegna. Quest’ultima è passata dall’arancione al rosso.

 

Chi punta la giallo
Sulla base dei numeri attuali sono molti i territori che sembrano avere le carte in regola per entrare in zona gialla, e Centro-destra con i governatori stanno premendo perché, laddove i dati dei contagi lo consentono, si possano riaprire alcune attività come i ristoranti dopo il 20 aprile, al massimo a fine mese. Si parla di consentire l’apertura a pranzo ma con orario ridotto. Le attività dovrebbero chiudere alle 15 o alle 16, per evitare l’ora dell’aperitivo e gli assembramenti fuori dai locali.

 

Musei e teatri in stand by
Ministero della Cultura e Regioni sono inoltre al lavoro per ridefinire un piano sui protocolli per la riapertura di teatri, cinema, musei e spettacoli dal vivo. Tra le novità potrebbe esserci l’aumento del numero di spettatori. Il nuovo documento sarà vagliato dal Cts, per definire una serie di misure a seconda dei colori assegnati ai vari territori.

 

Draghi: “lavoriamo per riaprire in sicurezza, a partire dalle scuole”
“È un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita”, ha detto Matteo Salvini dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier, aggiungendo: “con Draghi abbiamo parlato di dati: dove è tranquillo è un dovere ripartire. Draghi lo ha condiviso”. Dalla sua, il presidente del Consiglio ha chiarito giovedì in conferenza stampa che “è normale chiedere aperture: la migliore forma di sostegno all’economia sono le aperture, ne sono consapevole. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza”.

 

Aperture in base alle vaccinazioni
Draghi ha anche annunciato che il governo sta pensando di inserire il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i criteri usati per autorizzare le riaperture. ” È chiaro che per le Regioni che sono molto avanti con i più vulnerabili sarà più facile riaprire”, ha detto, aggiungendo che si sta pensando anche “a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi” per guardare “al futuro delle prossime settimane”.

Authors
Alto