Pernigotti: l’imprenditore tessile Piacenza la vuole, riassumerà i 250 lavoratori

L’obiettivo è quello di salvare la Pernigotti di Novi Ligure. Riccardo Piacenza, imprenditore tessile noto per le maglie in cachemire, è disponibile ad acquistare l’azienda e a riassumere subito tutti e 250 i lavoratori, tra fissi e interinali. Inoltre nei piani di sviluppo c’è quello di ampliare la produzione anche alle uova di Pasqua.

Pressioni del governo sui proprietari turchi

L’unico problema, al momento, è che i fratelli turchi Toksok, attuali proprietari. Di Maio, però, aveva garantito il suo impegno a far vendere la ditta ad un imprenditore disposto a rimanere sul territorio. La Regione Piemonte vorrebbe la stessa cosa. Intanto il premier Giuseppe Conte questa settimana incontrerà i Toksok per fare pressioni e arrivare alla cessione della ditta e del marchio a Piacenza.

Pernigotti: l’azienda turca cerca partner per lasciare in Italia la produzione, le notizie del 9 novembre 2018

Forse una svolta nel caso della Pernigotti. L’azienda, finita in mano ai turchi 5 anni fa, dopo essere stata anche di Averna, intende “esternalizzare le proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale”.

Lo precisa la proprietà, che “sta procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti. L’azienda sta già dialogando con alcune importanti realtà italiane del settore dolciario”. Sembra una piccola schiarita. Vedremo se avrà un seguito concreto.

L’annuncio della chiusura dell’8 novembre

“Chiude lo stabilimento produttivo della Pernigotti di Novi Ligure. Ciò significa 100 lavoratori a casa e altrettante famiglie in difficoltà”. Lo annuncia Tiziano Crocco (Uila) al termine dell’incontro dei sindacati con i rappresentanti della proprietà dell’azienda dolciaria, passata fin dal 2013 al gruppo turco Tuksoz.

La Pernigotti continuerebbe a produrre i cioccolatini in Turchia e in Italia manterrebbe solo una rete di distribuzione.

Incontro con sindacati e sindaco

“L’amministratore delegato era accompagnato dai legali e ci ha comunicato che non sono interessati allo stabilimento”, rivela Crocco. “I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano”. Ieri, mercoledì 7 novembre, i sindacati hanno incontrato i lavoratori e in sindaco Rocchino Muliere. “Dalle 13 assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione. Sarà un’iniziativa forte per rimarcare il duro colpo che subiranno la città e l’economia della provincia”.

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