Karate, una delle 7 minorenni: “In palestra violenze indescrivibili”

“Quello che accadeva lì dentro era indescrivibile”. Il luogo è la palestra di karate di Lonato del Garda e a parlare è una delle vittime, ai tempi minorenne, intervistata da Francesca Fialdini a La Vita in diretta, su Rai1. Riferendosi a Carmelo Cipriano, l’istruttore di 43 anni arrestato per gli abusi sulle giovanissime frequentatrici della struttura sportiva, la ragazza ha detto: “Avevo 16 anni, all’inizio era normalissimo, quindi mi fidavo, ero sicura come qualsiasi altra ragazza che pratica uno sport ed ha a che fare con un maestro, quindi non avevo niente di cui temere”.

All’inizio c’erano i complimenti

“Mi faceva sempre tanti complimenti”, ha aggiunto. “Lui ci prendeva così, come ha fatto con le altre lo faceva con me: complimenti, cene, ci offriva sempre tutto, ci trattava benissimo, ci faceva sentire belle, ci sentivamo speciali e uniche, anche perché a 16 anni una ragazza che si sente così speciale è lusingata”. Poi, però arrivavano le violenze, nel suo consumate in infermeria.

“Ma perché proprio a me?”

“Noi pensavamo fosse una cosa normale”, ha detto ancora la ragazza, “ci sentivamo sicure e protette. Ma poi quello che accadeva lì dentro era indescrivibile. Opporre resistenza era peggio, in quelle situazioni, più opponi resistenza, più lotti e peggio è. Lui era solito minacciare, mi diceva sempre che nessuno ci avrebbe creduto e quindi a quella età, anche se sai che comunque ti crederanno i tuoi genitori, entri in quel circolo di vergogna, di paura, di essere giudicata perché ti senti quasi in colpa. Ti dici ma perché a me? Ti dici cosa ho sbagliato? senza capire che tu non hai sbagliato niente, sono gli altri che hanno sbagliato”.

“Choc che non si supera mai”

“Non ci si riprenderà mai”, ha concluso la vittima, “nemmeno io mi sono ripresa, però devo dire che si va avanti, si deve andare avanti. Quello che volevo dire è di denunciare perché serve soprattutto a noi, certo serve anche alle indagini, ma soprattutto a noi, non ci farà stare meglio, non ci aiuterà ad essere felici come prima però il peso che ci trascinavamo dietro ce lo possiamo mettere un po’ in spalla, prestissimo mostrando il mio volto… Questo deve essere un modo per aiutare altra gente… nessuno si deve vergognare perché la colpa non è assolutamente nostra”.

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Un’altra ragazza ha denunciato ieri sera alla Procura di Brescia Carmelo Cipriano, il maestro di karate di 43 anni arrestato con l’accusa di aver costretto le sue allieve minorenni ad avere rapporti con lui nella palestra di cui è proprietario a Lonato del Garda, nel Bresciano.

La ragazza, la settima a denunciare il maestro di karatè, ha oggi 22 anni. Avrebbe avuto rapporti con lui quando era sedicenne.

Intanto sia la Feerazione del karate che il Coni escludono che maestro e palestra fossero regolarmente iscritti alle due organizzazioni sportive.

 

Chi è la settima accusatrice

La ragazza che lancia le nuove accuse è residente nel Mantovano e ha spiegato di aver conosciuto Cipriano all’età di 16 anni e di averlo frequento per circa un anno. Prima ha denunciato il proprietario della palestra di Lonato del Garda ai carabinieri e poi si è presentata dal sostituto procuratore di Brescia, Ambrogio Cassiani, per dire che anche lei da adolescente ha subito gli abusi nell’infermeria della palestra che il maestro di karate aveva trasformato in uno stanzino del sesso proibito.

Non si escludono al momento nuove accusatrici alla ribalta.

Le notizie dell’11 ottobre

Si estende l’inchiesta della procura di Brescia sulla palestra di karate Asd Askl di Lonato, nel Bresciano, dove minorenni sono state abusate dall’istruttore Carmelo Cipriano, al momento in carcere a Pavia, e dai padri di altri giovani frequentatori della struttura. Nonostante il riserbo degli inquirenti, infatti, ci sono altre ragazze che hanno dichiarato di voler raccontare le violenze a cui sarebbero state sottoposte. Al momento, in tutto, le giovani abusate sono 7 sul tatami dal loro “sensei”.

L’istruttore resta in silenzio

Cipriano, tuttavia, accusato di violenza sessuale aggravata e di gruppo su minori, atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico, continua a mantenere il silenzio dopo aver rifiutato ieri di rispondere al gip Alessandra Di Fazio durante l’interrogatorio di garanzia. “Abbiamo deciso di non rispondere alle domande del magistrato”, ha spiegato l’avvocato Andrea Zanotti, il legale dell’istruttore. “C’è bisogno di prendere in mano tutto il materiale prodotto dagli inquirenti per leggerlo e quindi fare chiarezza su quanto è stato detto su questa vicenda”.

Rapporti a tre non consenzienti

Dall’ordinanza del gip Di Fazio, emerge che i rapporti con la prima ragazza che ha parlato erano anche a tre, sia vaginali che orali. E in ogni caso non erano consenzienti.

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È sempre più terribile la storia della palestra di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, dove è stato arrestato il maestro di karate che ha abusato di minorenni a partire dai 12 anni e che si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia. Dopo che le giovanissime vittime avevano detto di essere state “cedute” anche ad altri adulti, ora emerge che tra loro c’erano anche alcuni genitori. L’inchiesta si estende, dunque, e sono 3 i nuovi indagati tra gli uomini a cui le giovanissime vittime venivano offerte sia nella vita reale che in chat.

 

Tutto iniziava in chat o via sms

C’è infatti una ragazza – e non sembra la sola – che afferma tra il 2011 e il 2012 l’allenatore “mi costringeva a partecipare a video chat su Badoo” dove doveva mostrarsi in pose hard. Lo step successivo erano i messaggi sul cellulare con uomini maggiorenni. “Due, in particolare, erano genitori di altrettanti ragazzi che venivano a fare karate”, ricorda la vittima. Emerge poi il codice usato per gli scambi via cellulare: “Dovevo scrivere di aver fatto un sogno” – o di “aver sognato un rapporto a tre con loro e l’istruttore” – e di lì partiva una conversazione spinta che si concludeva con un invito: “Incontrarci in palestra”. Incontri che avvenivano il sabato sera o quando la palestra era chiusa.

I racconti delle violenze

Gli incontri si consumavano “contro la mia volontà, proprio nel salone in cui facevamo karate”, ha aggiunto la ragazza, convinta a rivelare tutta la vicenda dal suo fidanzato. “Mi dicevano: ormai siamo tutti qua, dobbiamo concludere qualcosa”. Il racconto si fa sempre più spinto e terribile: al primo incontro “completo”, ne seguivano tre in cui “venivo spogliata e toccata, ma quando arrivavamo al momento, mi bloccavo e li allontanavo”.

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Rapporti sessuali iniziati quando aveva 13 anni, uno dopo averlo conosciuto, e andati avanti per 5, fino ai 17. A parlare è la ragazza che ha denunciato Carmelo Cipriano, il maestro di karate quarantatreenne arrestato per abusi su sei giovanissime allieve, ai tempi minorenni. La molla è stata quando l’ha visto “appartarsi con una ragazzina, anche lei minorenne. E allora mi sono detta: non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell’uomo mi ha rovinata”.

“Tecniche di manipolazione raffinata”

“Inizialmente ti faceva sentire più forte e più bella, poi diventava morboso”, ha detto la ragazza, intervistata dal Corriere della Sera. “Con me e le altre ragazzine usava tecniche di manipolazione raffinata, a ognuna faceva credere che era innamorato, diceva che si era separato dalla moglie. Era abile e pericoloso: anche quando ha smesso di abusare di me ha mantenuto un rapporto di amicizia, davo una mano in palestra. Solo nel dicembre scorso mi sono staccata da quell’ambiente”.

“Ha provato a isolarmi”

In merito al trattamento riservato a lei, spiega: “Mi diceva che ero la prima e l’unica, mi faceva sentire importante, ma intanto mi isolava da famiglia e amici. Una manipolazione terribile, sottile ma efficace. Uno schema che penso abbia ripetuto anche con altre. Purtroppo non avevo la forza per parlare, ero come impietrita, prigioniera di un incubo che non finiva mai”. E poi un altro particolare agghiacciante: “Volle darmi anche ai suoi amici”.

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Ancora episodi che turbano l’opinione pubblica nel bresciano. Il proprietario di una palestra di Lonato del Garda, Carmelo Cipriano, 43 anni, istruttore di karatè, è stato arrestato dai carabinieri su ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Brescia per violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico.

Secondo l’accusa, dal 2008 al 2017 avrebbe costretto alcune giovani allieve a consumare rapporti sessuali con lui e anche con altri adulti. Tra le vittime una ragazza che all’epoca dei primi rapporti aveva 12 anni e che è stata la prima a denunciare, seguita dalla denuncia dei genitori di un’altra adolescente conosciuta all’epoca in cui l’arrestato era educatore in una parrocchia di Lonato del Garda.

L’istruttore (nella foto qui sopra) sfruttava la palestra Asd Askl di cui è proprietario. E lo avrebbe fatto fin dal 2003. Per la Procura l’uomo “è incapace di contenere l’impulso sessuale”.

Altre tre persone, tutte adulte, sono indagate a piede libero nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani.

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