In volo per l’Italia la pakistana di 23 anni rimpatriata con l’inganno

Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, conferma “con grande soddisfazione” che la giovane Menoona Safdar, trattenuta contro la propria volontà in Pakistan dalla sua famiglia, si è imbarcata su un volo diretto in Italia.
“Il positivo esito, che ha posto fine a una grave violazione dei diritti fondamentali della giovane donna, è stato reso possibile, a seguito del personale interessamento del ministro, dall’efficace azione della nostra Ambasciata a Islamabad in stretto raccordo con la Farnesina”, si legge in una nota del ministero degli Esteri.

 

Le notizie del 19 settembre

Si allarga il caso della ragazza pakistana di 23 anni rimpatriata con l’inganno. La prefettura di Monza ha interessato l’Interpol, mentre il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi segue da vicino la vicenda: “In considerazione della gravità di ciò che la giovane ha denunciato, la Farnesina – si legge in una nota – sta acquisendo presso la Questura competente ogni utile elemento per verificare i fatti, al fine di valutare le modalità più appropriate per possibili interventi a tutela dei suoi diritti”.

 

La notizia del 18 settembre

Costretta a lasciare la scuola e a tornare in Pakistan con l’inganno perché il padre non voleva più che studiasse, ma che sposasse un uomo scelto dalla famiglia. Privata dei documenti, una giovane pakistana si è rivolta con una lettera alla sua vecchia scuola, in provincia di Monza, per chiedere aiuto.

“Il mio futuro è in Italia”

“Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui”, ha scritto la ragazza, che ha 23 anni, “mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via”.

Il precedente a Verona

Un caso analogo si era verificato la primavera scorsa. Farah, una ragazza sempre di origine pakistana e residente a Verona, era stata riportata in patria e costretta ad abortire un bambino concepito con un coetaneo italiano. La giovane aveva contattato le compagne di scuola via WhatsApp ed era partito l’allarme che ha portato alla sua liberazione e al rientro in Italia.

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