Alla scoperta dell’universo partendo da un quesito: e se gli alieni fossimo noi?

Sapevate che Marte potrebbe ospitare o avere ospitato in passato forme di vita? Sapevate che i famosi versi di Alan Sorrenti – “siamo figli delle stelle” – hanno una veridicità di base scientifica? O addirittura sapevate che potete aiutare nella ricerca di forme di vita extra terrestri senza nessuna laurea e senza nessun colloquio di lavoro alla Nasa? Ebbene sì, è molto semplice contribuire all’analisi dei dati provenienti dal progetto Seti.

Un progetto che utilizza i radiotelescopi per cercare di identificare eventuali messaggi in codice inviati verso di noi da possibili civiltà extraterrestri. Per farlo basta collegarsi al sito www.setiathome.berkeley.edu. Una volta installato il software, esso entrerà in funzione quando il computer è acceso ma inattivo e chissà che non sia proprio uno di voi, un bel giorno, a scoprire un segnale extraterrestre.

Ma dove si scoprono tutte queste informazioni? Semplice, “I marziani siamo noi”, 200 pagine, 10.20 euro, edito da Zanichelli per la collana chiavi di lettura e scritto da uno degli scienziati più autorevoli nel settore della ricerca astrofisica e spaziale: Giovanni F. Bignami. In relativamente poche pagine, infatti, potrete approfondire uno dei temi da sempre più misteriosi e allo stesso tempo più complessi e approfonditi della scienza: l’universo. E non preoccupatevi se non ne sapete nulla, chiunque può comprendere le parole di Bignami e chiunque può trovare almeno un fatto che lo lascerà a bocca aperta, letteralmente.

Si parte dall’origine dell’universo, sin dalle particelle formatosi nei primi secondi dopo il Big Bang (sì, perché l’universo non è sempre esistito, come alcuni credono) per poi passare all’azione vera e propria spiegando le nuove tecniche di esplorazione e i relativi sorprendenti risultati. Vengono trattate le stelle, le comete, l’origine della vita e l’ancora incognita questione riguardo cosa davvero sia questa vita. Ma la domanda chiave è: e se i marziani fossimo proprio noi? Fa più paura pensare di essere soli nell’universo o pensare ci sia qualche altra forma di vita là fuori?

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto