In 4000 per l’addio a Gimondi: alle esequie Moser, Saronni e mamma Pantani

In 4000 hanno voluto salutare l’uomo e il campione Felice Gimondi. Alle 11 il feretro del ciclista bergamasco, vincitore del Tour de France, del Giro d’Italia e Vuelta, è arrivato alla chiesa parrocchiale di Paladina dove sul sagrato si sono trovati corridori, tifosi e persone comuni tutti stretti alla famiglia del campione morto sabato per un malore a Giardini Naxos in Sicilia dove si trovava in vacanza.

Accanto alla famiglia

Tanti i volti famosi arrivati a dare conforto ai parenti: da Francesco Moser a Beppe Saronni, Paolo Salvoldelli, Moreno Argentin e Giambattista Baronchelli. In prima fila anche donna Tonina, mamma di Marco Pantani, vicina alla moglie Tiziana e alle figlie Norma e Federica. A celebrare la funzione il vicario generale della diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, con il parroco di Paladina, don Vittorio Rossi, accompagnati da monsignor Mansueto Callioni, parroco di Almé e guida spirituale della famiglia Gimondi e i padri Giuseppini. Monsignor Davide Pelucchi ha tracciato i momenti importanti della vita del campione.

Il ricordo del vescovo

Ma il ricordo più intimo è stato quello di monsignor Callioni. “Celebriamo un vero cristiano”, ha sottolineato dal pulpito. “Ha sempre cercato il valore della famiglia, del lavoro, della fede dei semplici, le virtù della costanza, dell’onestà della prudenza, della fedeltà. Abbiamo bisogno di fare memoria dei mille momenti in cui Gimondi è entrato nella nostra vita per dirgli grazie. Grazie per le sue vittorie e anche per le sconfitte. Sempre da vero campione. Ci ha insegnato che non si puo’ sempre vincere”.

Addio a Gimondi: oggi i funerali alle 11 a Paladina (in diretta su RaiSport), le notizie precedenti

È tornato a casa Felice Gimondi: intorno all’una della notte tra domenica e lunedì il feretro con la salma dell’ex campione morto a Giardini di Naxos è arrivato a Paladina, alle porte di Bergamo. La camera ardente, allestita nella chiesetta adiacente alla chiesa parrocchiale, è stata aperta alle 7 e chiude, su disposizione della famiglia, alle 20.

Lutto cittadino

Tre paesi hanno proclamato il lutto cittadino con bandiere a mezz’asta: Sedrina, Almè e Paladina. I funerali verranno celebrati nella mattina di oggi, martedì 20 agosto, alle 11 dal parroco di Paladina, don Vittorio Rossi, e da monsignor Mansueto Callioni, parroco di Almè e guida spirituale della famiglia Gimondi.

Attese 2.000 persone

La piazza antistante alla chiesa sarà chiusa dalle 8 di domani: sono attese circa 2.000 persone. I funerali saranno trasmessi in diretta su RaiSport a partire dalle ore 10,40.

Muore d’infarto Gimondi, Merckx: “Stavolta perdo io”, le notizie del 17 agosto 2019

È morto ieri, improvvisamente, Felice Gimondi. L’ex campione italiano di ciclismo è deceduto per un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos.

Il campione, che avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 26 settembre, si trovava nella zona della spiaggia chiamata “di Recanati” quando si è sentito male.

Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni bagnanti e dei medici del 118.

L’omaggio sentito del “cannibale” e suo rivale storico Eddie Merckx: “Stavolta perdo io”.

Era in un albergo ai Giardini di Naxos

Gimondi, in vacanza insieme alla famiglia, era ospite di una struttura alberghiera di Giardini Naxos, la località turistica del messinese nei pressi di Taormina. Quando si è sentito male stava facendo il bagno.

Nello specchio d’acqua è intervenuta anche una motovedetta della Guardia Costiera, ma tutti i tentativi di rianimarlo da parte dei medici sono stati inutili.

Forse è morto per un infarto

L’ex campione italiano di ciclismo, che era sofferente di cuore, secondo i soccorritori sarebbe morto per un infarto. Professionista dal 1965 al 1979, Felice Gimondi è stato uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri, cioè Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), Tour de France (nel 1965) e Vuelta a Espana (nel 1968).

Cassani: ” È stato il mio unico idolo” 

 

“Ho avuto un solo idolo nella mia vita: Felice Gimondi. Ogni volta che lo vedevo era un’emozione perché quando ti innamori di un campione è per tutta la vita. Sei stato un grande Felice”: queste le parole con cui il Ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani, ricorda su Twitter il campione scomparso.

 

La Milano-Sanremo del 1974

Motta: “Un colpo durissimo”

“È un colpo durissimo che mi lascia senza parole. Eravamo nemici sempre, ma c’era grande rispetto per l’uomo, per l’atleta e per il rivale”: così Gianni Motta, suo rivale in tante corse, al telefono con l’Agenzia Ansa, commenta la scomparsa di Felice Gimondi.

“Con lui e ne va un pezzo della storia d’Italia e anche della mia – prosegue Motta -. Eravamo entrambi nati poveri e siamo cresciuti a forza di colpi sui pedali. Eravamo rivali, litigavamo. Una volta lo chiamai e gli dissi basta litigare, Felice, pensiamo solo a correre”.

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