La felicità è una cosa seria: parola di Aristotele, anche nelle sfide quotidiane

Cosa c’è di meglio che imparare a essere felici? Un buon modo per trascorrere il tempo lento delle ferie estive potrebbe proprio essere quello di provare a seguire i preziosi consigli contenuti in un libri che si configura come un autentico manuale, un “fai da te” ragionato e documentato per inseguire e realizzare i propri sogni di felicità. L’autore dichiara una certezza: tutti, ma proprio tutti, possono farcela, basta impegnarsi e volerlo davvero, perché in fondo la felicità è una cosa seria.

I passi di ogni giorno

Per averne conferma, si provi a rivolgersi a uno dei giganti della storia, Aristotele, che per primo ha messo la felicità al centro delle proprie riflessioni: si intitola “Il metodo Aristotele” (Einaudi, 286 pagine, 19,5 euro) il libro di Edith Hall (nella foto sopra), una delle classiciste più importanti al mondo, che presenta il pensiero del grande filosofo greco in un linguaggio contemporaneo. Ma l’autrice non si limita a questo: nel libro infatti gli insegnamenti di Aristotele vengono applicati alle sfide della quotidianità, dalla scelta degli amici e del partner fino al modo in cui sostenere un colloquio di lavoro o prendere una decisione importante.

Questione di stato mentale

“I leitmotiv di Aristotele sono i seguenti”, scrive l’autrice, “studio della situazione con cui si è alle prese, ponderazione, continua attenzione alle intenzioni, flessibilità, buon senso pratico, autonomia individuale, importanza di consultarsi con gli altri. E la premessa fondamentale della sua concezione della felicità è straordinariamente semplice e democratica: tutti possono decidere di essere felici. Dopo un certo tempo, agire rettamente diventa un’abitudine radicata, che fa stare bene con se stessi. Lo stato mentale che ne consegue è quello che va sotto il nome di eudaimonia, usato da Aristotele per indicare la felicità”.

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