Crisi: Conte va da Mattarella a dimettersi

Fra poche ore il quadro politico della crisi di governo forse sarà più chiaro. Ma fino a quando il premier Giuseppe Conte, oggi, pomeriggio alle ore 15, al Senato, non prenderà la parola tutti i partiti navigano a vista, muovendosi tra i tatticismi, senza esporsi.

Per questo, alla vigilia di quello che potrebbe essere l’ultimo giorno del governo giallo-verde la situazione è di stallo con il M5S in bilico tra la prospettiva di un voto a novembre e quell’alleanza con il Pd finora non amata.

Una lunga diretta televisiva è stata annunciata da Mentana su La7, a partire dalle 14.

Con il presidente Sergio Mattarella che, per i prossimi passaggi, chiede responsabilità e rigore e una chiarezza di prospettiva.

In giornata il premier dovrebbe andare da Mattarella a presentare le dimissioni, ma attraverso quale itinerario è ancora incerto.

 

Conte la limato il discorso a Palazzo Chigi

Non saranno ammessi altri rinvii, visto che uno dei due alleati ha rotto l’esperienza di un governo giovane annunciando una mozione di sfiducia al proprio premier, seppur poi congelata. Conte ha passato le ore che precedono il suo intervento a Palazzo Madama nel suo ufficio, a Palazzo Chigi, limando un discorso che, in ogni caso, sarà molto duro nei confronti di Matteo Salvini.

 

Il dialogo obbligato con Il Pd

Dialogo con il Pd a meno di un clamoroso colpo di scena del premier Giuseppe Conte: per il M5s resta la strada obbligata per il venir meno delle condizioni politiche per un riallaccio dei canali di dialogo con la Lega. Alla vigilia delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte al Senato, a cui formalmente i 5 stelle si affidano per non scoprire le carte della strategia scelta per dare uno sbocco alla crisi, sembra questa l’unica alternativa al momento percorribile per evitare la fine anticipata della legislatura e il ricorso alle urne.

 Di Maio: “Salvini ha combinato un disastro”

Di Maio attacca Salvini, che definisce “disperato per aver combinato un disastro”, dice di non voler né aprire né chiudere a nessuno e si affida al Quirinale “e al percorso istituzionale che vorrà delineare”.

“Conte correttissimo – ha detto il leader M5S all’assemblea congiunta M5s – e un governo Renzi, Lotti e Boschi è frutto solo delle bufale della Lega”.

Ma il Carroccio replica: “Noi siamo pronti al voto per il taglio dei parlamentari, il Pd invece no”.

 

La tattica dei Democratici

Intanto Zingaretti ribadisce che il Pd attende le dichiarazioni di Conte e l’apertura della crisi: “O si forma un governo forte oppure meglio tornare a votare” .

 

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