Morire soffocati: gli alimenti a rischio per i bambini sotto i 5 anni

Ogni anno, in Italia, 30-40 bambini al di sotto dei 5 anni muoiono per soffocamento, nel 70 per cento dei casi dovuto a cibo.
La fascia più a rischio è soprattutto quella fino a 3 anni: “Nel bambino le vie aeree, oltre ad avere un diametro ridotto, non presentano una struttura cilindrica, come nell’adulto, ma sono a forma di cono: una specie di imbuto in cui è più facile che il cibo resti intrappolato”, spiega il dottor Francesco Pastore (nella foto in basso), pediatra ed esperto in manovre di salvamento a Martina Franca (Taranto).

“I più piccoli, poi, hanno minore efficienza di masticazione e deglutizione e scarsa capacità di reagire nel caso in cui un boccone vada di traverso”.

 

Pic nic e aperitivi in spiaggia: situazioni più a rischio

Occhio ai pic-nic all’aria aperta o agli aperitivi sulla spiaggia: si tratta di situazioni particolarmente a rischio sia perché il bambino può più facilmente sfuggire all’attenzione del genitore e mettere in bocca qualcosa a sua insaputa, sia per il tipo di cibi che in genere vengono consumati in queste occasioni.

I più pericolosi: arachidi, frutta secca e poi…

Statistiche internazionali hanno stilato un elenco dei cibi più pericolosi da questo punto di vista: “Al primo posto ci sono le arachidi e la frutta secca”, dice l’esperto. “Ma va fatta attenzione anche a pomodorini, mozzarelle, olive, wurstel o carote crude tagliati a rondelle, finocchio crudo, pezzi di carne o formaggio, prosciutto crudo a fetta intera, acini d’uva, ciliegie. Se uno di questi alimenti raggiunge le vie aeree senza essere stato masticato, forma un vero e proprio tappo che le ostruisce”.

Le 4 parti necessarie per il wurstel

Il taglio degli alimenti è fondamentale per prevenire questo inconveniente: “Il wurstel, per esempio, va tagliato in 4 parti nel senso della lunghezza e poi in pezzettini più piccoli”, spiega il pediatra, “così come in 4 parti vanno tagliati i pomodorini, le olive, gli acini d’uva o le ciliegie. È importante inoltre assicurarsi sempre che il bambino, prima di fare un nuovo boccone, abbia mandato giù quello precedente”.

 

Favorire la tosse

E se, nonostante le precauzioni, qualcosa è andato di traverso? “Se il piccolo piange e tossisce significa che l’ostruzione è parziale: la cosa da fare è favorire la tosse  che è il meccanismo naturale per liberare le vie aeree”, dice l’esperto. “Se invece non riesce né a piangere né a tossire, ma diventa cianotico e gli manca il respiro, (ostruzione totale) da evitare assolutamente sono i tentativi di rimuovere l’alimento infilando le dita in bocca a bambino: bisogna invece mettere in atto al più presto una manovra di disostruzione”.

Pacche energiche sulle scapole

Che cosa fare? “Se il bambino è al di sotto dell’anno di età, stando seduti o in ginocchio, lo si posiziona sull’avambraccio, a sua volta appoggiato alla coscia dello stesso lato per una maggiore stabilità, e con l’altra mano gli si danno delle pacche molto energiche tra le scapole, facendo attenzine a non colpire il capo”, spiega il pediatra. “In genere, dopo tre o quattro pacche il corpo estraneo viene smosso e il piccolo comincia a tossire. Se non succede, lo si gira a pancia in su sull’altro avambraccio e gli si fanno 5 compressioni toraciche all’altezza del diaframma”. E si alternano queste manovre fino a disostruzione avvenuta.

Per i più grandi la manovra di Heimlich

Per i bambini più grandicelli, così come per gli adulti, si procede invece con la cosiddetta manovra di Heimlich: “Ponendosi alle spalle del bambino, si fanno passare le braccia sotto le sue, cingendolo all’addome. Quindi, con la mano destra si forma una “C” che colleghi sterno e ombelico e, con l’altra, a pugno, si comprime all’interno di questa zona, con movimenti dal basso verso l’alto, simili a quelli che si fanno con un cucchiaio”, spiega l’esperto. “In questo modo, la pressione toracica aumenta e il corpo estraneo viene espulso. Entrambi i metodi vanno applicati solo se il soggetto è cosciente”.

Per saperne di più, si può scaricare gratuitamente la guida sulla “Sicurezza a tavola”

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