Nuova tragedia del mare, la più grave di sempre: 900 i migranti morti

Le vittime per quest’ultima tragedia dei migranti potrebbero essere 900. È la più grave mai registrata, e dall’inizio dell’anno il bilancio dei morti sarebbe quindi di 1500 persone. Si tratta di una strage consumatasi a circa 120 miglia da Lampedusa e a 60 miglia a nord della Libia, Paese da cui era partita il natante senza che al momento si sappia da quale punto. Sono 49 i superstiti, recuperati da un mercantile dirottato nella zona, mentre 24 le salme finora ritrovate. Il numero dei passeggeri è stato riferito da uno degli stranieri a bordo, un cittadino eritreo che parlava inglese.

 

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L’Onu: “Pesante impatto sull’Italia”

Il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon ha riconosciuto il “pesante impatto” sull’Italia per l’arrivo di tanti migranti ed è grato al governo italiano per tutti i suoi sforzi. Ban ha fatto appello alla comunità internazionale affinché dimostri solidarietà e divida il peso di questa crisi. Il segretario generale dell’Onu osserva che il Mediterraneo è diventata “la rotta più letale del mondo” per migranti e per chi cerca asilo. “La risposta della comunità internazionale deve essere globale e collettiva”.

Salvati 28 superstiti
Recuperati 28 superstiti e 24 cadaveri, anche un bambino. Navi, elicotteri e aerei sono stati impegnati per le ricerche. I soccorritori dichiarano di trovare in mare: “Solo nafta e detriti”.

Il disastro è peggiore di quello di Lampedusa del 2013, che fece 366 morti.

 

La richiesta di soccorso già sabato

Già sabato era stata diramata una richiesta di soccorsi dal centro nazionale soccorso della guardia costiera a causa di non meglio specificate al momento difficoltà di navigazione. Di qui l’allerta all’imbarcazione, di nazionalità portoghese, che aveva raggiunto la zona. Le iniziali ricostruzioni parlano di uno spostamento dei 700 migranti all’avvicinamento del mercantile verso un lato del peschereccio su cui viaggiavano facendolo capovolgere: è il momento più delicato, questo, dove gli incidenti sono più frequenti.

Numerosi i mezzi coinvolti nei soccorsi

Nel giro di breve in quel pezzo di mare sono sopraggiunte altre imbarcazioni per portare soccorsi che, coordinati della guardia costiera, vedono la presenta di navali e aeree anche della marina e della guardia di finanza, oltre ad altri mercantili che sono stati dirottati in zona. I mezzi militari erano presenti perché impegnati nell’operazione Triton dell’agenzia Frontex. Al momento 17 le unità di soccorso.

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