Latte sardo, resta alta la tensione: bomba inesplosa in una sede elettorale

Resta sempre alta la tensione nelle campagne sarde. Una bomba inesplosa è stata ritrovata sul davanzale di una struttura comunale dove il Comune di Torpè (Nuoro) allestisce di norma la sede elettorale per le consultazioni. Un ordigno con tanto di miccia che, come riportano i quotidiani sardi, era di alto potenziale e che avrebbe potuto provocare gravi danni anche alle abitazioni vicine.

Le indagini della polizia

Ma non solo: sui muri del centro ricreativo di Biddanoa e sul marciapiede anche alcune scritte: “No al voto per i pastori”. Secondo le prime ricostruzioni la bomba non sarebbe esplosa a causa della miccia difettosa. Sul fatto indaga la polizia, che è intervenuta con gli artificieri.

Latte sardo: tregua violata, stamattina blitz a Cuglieri, le notiie del 17 febbraio 2019

Appena proclamata e subito violata la tregua sul prezzo del latte sardo.

Stamattina nuovo blitz a una cisterna che trasportava il latte a Cuglieri (Oristano). Migliaia di litri sono finiti sull’asfalto. Secondo quanto apprende l’Agenzia Ansa l’autista sarebbe stato fermato e costretto ad aprire il rubinetto. Il video del latte buttato in strada sta facendo il giro delle chat.

L’accordo per una tregua di 3 giorni

Tregua di tre giorni in Sardegna. Una bozza di accordo per ottenere da subito 72 centesimi a litro per conferire il latte di pecora come acconto e una serie di paletti che permettano agli allevatori sardi di strappare, a fine stagione, un saldo di un euro al litro. È questa l’intesa di massima raggiunta dopo otto ore di confronto, ieri a Cagliari, con il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, della Lega Nord.

 

L’accordo non è stato firmato

L’accordo, però, non è stato ancora sottoscritto: tre giorni di tregua e una sorta di referendum nelle campagne per capire se l’intesa può essere firmata dalle organizzazioni agricole e dagli stessi rappresentanti “diretti” dei pastori, che non hanno mollato sul prezzo finale: un euro al litro più Iva. Questa remunerazione è ritenuta troppo alta dagli industriali. Ma che è destinata a salire, forse anche a 1,20 euro al litro, grazie ai quasi 50 milioni messi in campo, dalla Regione Sardegna, dal governo e e da soggetti privati per ritirare il Pecorino Romano invenduto e che, stoccato nei magazzini, fa scendere il prezzo del prodotto da grattugia che determina quanto pagare il latte agli allevatori. Ma bisogna vedere se la Ue non riterrà questi interventi come una sorta di “aiuto di Stato”, che non è consentito.

Appuntamento il 21

Il tavolo, quindi, resta aperto, con un nuovo appuntamento per il prossimo 21 febbraio al ministero delle Politiche agricole, a Roma per chiudere definitivamente, se il mondo della campagne darà l’ok a questa proposta.

 

 

 

Il tavolo riunito a Cagliari sabato 16 febbraio

Nuovo tacvolo per il latte. Stamattina ennesimo round di questo lungo confronto che in Sardegna va avanti da agosto: il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio sarà a Cagliari, in Prefettura, per riprendere le fila della contrattazione, dopo che è sostanzialmente fallito il tavolo con Salvini a Roma.

Anche il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, ha lanciato un appello agli industriali perché paghino di più il prodotto. Sul piatto 49 milioni di euro, tra risorse regionali e nazionali, per ritirare parte del Pecorino Romano invenduto. L’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria annuncia: “Disposti a mettere più risorse”.

Oggi, sabato 16 febbraio, si saprà se la guerra del latte potrà terminare o se proseguirà. In questo caso lo scontro non potrà che acuirsi. E domenica 24 la Sardegna vota.

 

Non si è chiusa la trattativa a Roma

Non si è riusciti a chiudere ieri a Roma la trattativa, come il vicepremier Salvini aveva sperato.

Resta in salita la definizione del prezzo del latte ovino. Il tavolo nazionale di filiera sul pecorino, convocato ieri al Viminale, è sospeso per essere di nuovo convocato sabato in Sardegna, in concomitanza della visita del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio (nella foto in apertura insieme a Salvini).

Le parti escono amareggiate dall’incontro romano: l’industria del settore, secondo quanto si apprende, ritiene che l’offerta sia adeguata mentre i pastori sottolineano che persino in Grecia, dove la crisi è più forte, il latte ovino è pagato 90 centesimi al litro.

“Sono felice di aver passato la giornata di San Valentino in mezzo ai lavoratori e ai produttori. Le parti si sono avvicinate, il governo ha già messo a disposizione soldi e la possibilità di approvare un decreto urgente, contiamo che entro poco tempo la produzione riprenda e strade, stalle e aziende ritrovino la serenità”: ha detto mettendo la parola fine a una giornata che immaginava diversa il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo l’incontro al Viminale. Il ministero parla di “passi avanti nella trattativa” in 5 ore di confronto. Ma non si è concluso niente.

 

 

 

Il prezzo aumentato da Coop: le notizie del 13 febbraio

Fatti e non parole. In un suo comunicato del primo pomeriggio di mercoledì 13 febbraio  Coop, l’insegna leader della grande distribuzione in Italia con una rete di oltre 1100 punti vendita, interviene concretamente in merito alla crisi del settore lattiero-caseario sardo a fianco dei produttori di latte.

La scelta di Coop è di pagare ilk latte sardo (e anche il pecorino) un euro a litro.

Da notare che la rivolta dei produttori è nata dal pagamento di meno di 60 centesimi a litro.

 

Salvini rilancia la proposta Coop: trattativa per un euro a litro

“Da 60 centesimi a un minimo di 1 euro al litro, è questo dove spero di arrivare questa sera e non mi alzerò dal tavolo sul latte fino a quando non lo ottengo”: ha detto oggi, giovedì 14 febbraio. il vice premier Matteo Salvini, intervenuto alla presentazione del Rapporto di Agromafie 2018, a proposito della riunione convocata questo pomeriggio al Viminale con tutte le parti interessate alla protesta degli allevatori in Sardegna.

Il ministro degli Interni, che non si sa perché si sta occupando della questione latte, rilancia quindi la scelta sul prezzo fatta ieri da Coop-

 

Impegno immediato

La Coop ha iniziato da ieri, 24 ore prima del minsitro, con un impegno immediato e tangibile riconoscendo ai fornitori del prodotto Coop un valore all’acquisto del pecorino in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di 1 euro al litro. Si tratta di un’iniziativa straordinaria di Coop che verrà sostenuta per un periodo utile a superare la crisi di mercato in corso e che interesserà i fornitori e gli allevatori coinvolti nella produzione dei pecorini Coop, compreso il pecorino romano (le linee Coop e Fior Fiore presenti sugli scaffali). Coop sostiene da sempre il giusto prezzo dei prodotti, in grado di garantire i consumatori e permettere un’adeguata retribuzione dei produttori.

Non è la prima volta

Non è la prima volta che Coop interviene per riconoscere una migliore remunerazione agli agricoltori anche in fasi di eccesso dell’offerta e di crollo dei prezzi, come già è successo in anni passati per le filiere del latte bovino o del pomodoro di Pachino.

 

Programmare per evitare gli eccessi di offerta

La crisi attuale del pecorino romano e del latte di pecora è determinata da diversi fattori che vanno aggrediti in modo strutturale. È importante una migliore programmazione delle attività produttive che eviti gli eccessi di offerta attuali; fondamentale è avviare e sostenere i processi di aggregazione e di accorciamento della filiera che possano aiutare la competitività dei prodotti derivati dal latte di pecora.

Accordi di filiera per tutto l’anno

Parallelamente – conclude il comunicato – come Coop siamo disponibili e auspichiamo, come avviene in altri paesi del Nord Europa, accordi di filiera che fissino il prezzo del latte in modo stabile ed equo per tutto l’anno.

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