Addobbi, giocattoli e petardi fuori norma: milioni di pezzi sequestrati

Luci di Natale esposte al rischio di cortocircuiti e pronte ad essere immesse sul mercato. Alcune già in vendita e potenzialmente pericolose, che avrebbero potuto generare anche incendi o altri danni. Sono milioni i prodotti, sequestrati in queste ore dalle Fiamme Gialle, che non rispondono ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea e nazionale. Le operazioni più importanti sono state eseguite a Roma, Tivoli e Bari.

Nella Capitale

Nella Capitale erano oltre cinque milioni gli addobbi natalizi non sicuri individuati in alcuni punti vendita – uno alla periferia di Roma e l’altro a Tivoli – entrambi al servizio di società riconducibili a soggetti di nazionalità cinese, dove all’interno erano esposte luminarie natalizie con il finto marchio di conformità europea. Per questo la guardia di finanza del Comando Provinciale di Roma, oltre ad aver sequestrato la merce, ha denunciato due persone per i reati di frode in commercio, ricettazione e violazione alla normativa speciale sulla sicurezza.

I controlli

Ma altri prodotti simili potrebbero essere stati già immessi sul mercato: i “baschi verdi” stanno ora effettuando degli approfondimenti per ricostruire la filiera distributiva e individuare le fonti di approvvigionamento ed eventuali clienti delle società. Luci, addobbi e abbigliamento natalizi, giocattoli e fuochi d’artificio non a norma sono stati sequestrati anche a Bari. Dopo aver effettuato i controlli, sono stati denunciati i titolari di 22 attività commerciali, all’ingrosso e al dettaglio.

Non idonei

I militari hanno sequestrato circa 75 chili di fuochi d’artificio ritenuti pericolosi, due milioni di confezioni di luci natalizie, diecimila giocattoli, 110.0000 tra addobbi e accessori di abbigliamento natalizi, risultati contraffatti e non conformi alle normative di settore in materia di sicurezza dei prodotti. In particolare – spiegano gli investigatori – le luci non erano idonee a sostenere il voltaggio di alimentazione della rete elettrica e avrebbero potuto provocare un corto circuito. La vendita di quella merce avrebbe consentito di conseguire ricavi per oltre un milione di euro.

Al Sud

Una serie di sequestri sono stati effettuati anche dai carabinieri in Calabria, in particolare nel Reggino, dove a Taurianova sono stati denunciati due giovani che all’interno di un circolo avevano allestito la vendita di un migliaio di petardi che non avevano alcuna certificazione.

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