Heather Parisi dalla D’Urso: “Sono stata presa a calci e a pugni per 7 lunghi anni”

“Voglio esprimere solidarietà alle donne vittime di violenza perché anche io ho subito violenzama sono riuscita a salvarmi. È molto difficile raccontarlo perché ti vergogni, ti senti sola e ti subentra una rabbia interna che solo le donne che ci ascoltano da casa e hanno subito la stessa cosa possono capire.Non parlerò di luoghi, di date e soprattutto di luima cercherò di aggiungere dei dettagli”: è quanto ha detto, a sorpresa, per la prima volta visibilmente commossa Heather Parisi, ospite in diretta a ‘Live non è la D’Urso’.

“Voglio dare alle donne (vittime di violenza, ndr) il coraggio di alzarsi e andarsene via da casa – ha continuato – perché bisogna essere forti, questo non deve più essere un argomento tabù o scomodo. Qualche anno fa timidamente ho tentato di raccontalo a qualcuno che era vicino a me, tre persone lo sapevano ma davanti a terzi giravano la faccia dall’altra parte perché è più comodo far finta di niente e non andare ad indagare”.

 

Come un pugile con le mani legate…

“Mi sono sentita un pugile con le mani legate – ha proseguito Heather Parisi nella sua drammatica rivelazione – perché sono stata picchiata per 7 lunghi anni con sberle, con calci e con pugni ma dalle violenza fisica una persona guarisce. Sono le minacce, il modo di parlarti e di buttarti giù a farti diventare complessata, ti portano a non amarti più e questo è ancora più pericoloso per una donna”.

 

“Lui mi minacciava…”

Sul perché non abbia mai tentato di reagire, la Parisi ha poi aggiunto: “Lui mi minacciava, mi diceva ‘sei straniera, crederanno a me’, mi chiamava ‘gallina americana’ e io pensavo ‘gallina dalle uova d’oro’ semmai. Adesso mi sento forte, protetta e ho voglia di trasmettere alle donne a casa questa mia forza.

 

Ho preso la mia borsa e non sono più tornata a casa

Io da un giorno all’altro ho preso la borsac on le mie cose per la danza che avevo in sala prove e non sono più tornataa casa, sono andata a vivere da un’amica. Non mi interessavano più i soldi, non mi interessava più la televisione, mi sono detta ‘non mi faranno più lavorare? Dubito’ ma me ne sono andata lo stesso. Non dovete avere paura perché essere violentate psichicamente e mentalmente è una vergogna, dovete uscire e reagire!”.

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