Ancora maltempo: attesa neve sul basso Piemonte, esondazione nel Bolognese

Maltempo ancora in tutta Italia. La situazione resta molto critica in tutto l’Alto Adige, perché i terreni sono saturi d’acqua e sono attese ulteriori nevicate fino a bassa quota. Resta perciò lo stato di protezione civile al grado “bravo” (pre-allarme).

Alla luce dell’emergenza maltempo, il premier Giuseppe Conte ha ribadito la “massima attenzione della protezione civile e del governo” sull’allerta meteo in Italia. “Ne approfitto per ringraziare la macchina dei soccorsi, in particolare l’opera dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione Civile”, ha aggiunto Conte.

Peggioramento in corso

“La quota delle nevicate, prevista inizialmente solo sulle zone montuose”, scrive il sito IlMeteo.it, “potrebbe letteralmente crollare in particolare su basso Piemonte e zone interne della Liguria. La neve infatti è attesa a partire dai 400 metri di quota sulle province di Savona, Cuneo, Asti e Alessandria. Non è da escludere che con l’arrivo della notte e con l’intensificarsi dei rovesci la neve possa far la sua comparsa anche a quote praticamente pianeggianti (fin verso i 100-200 metri), sempre sul basso Piemonte. Infine, le precipitazioni raggiungeranno anche l’Alto Adige, dove sono attese nevicate fino a circa 250/300 metri. Possibile pioggia mista a neve o addirittura neve quindi in città come Bolzano e Merano”.

Evacuazione del Bolognese

Nuova esondazione del fiume Idice nel Bolognese, nel territorio di Budrio già colpito domenica. Lo comunica il Comune di Budrio, anche sui social, ordinando l’evacuazione immediata di strade in prossimità degli argini. Il nuovo innalzamento del livello del fiume è stato provocato dalle piogge della notte. La fuoriuscita di acqua dalla “falla” è, a quanto si apprende, di portata inferiore a quella di due giorni fa. Al lavoro diverse squadre di vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine e volontari.

4.000 vigili del fuoco in Alto Adige

Che in Alto Adige, per il momento, sia stato evitato il peggio è di certo anche merito dei 4.000 vigili del fuoco volontari che nei giorni scorsi hanno effettuato oltre 2.000 interventi. Hanno liberato le strade dagli alberi crollati e dalla neve, hanno riallacciato alla rete elettrica migliaia di utenze rimaste senza luce e in alcuni casi hanno portato taniche di gasolio in spalla fino ai masi isolati per far funzionare le mungitrici con i generatori.

Matera chiede lo stato d’emergenza e 8 milioni di danni

La Giunta comunale di Matera ha approvato la delibera di richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale “a causa degli eccezionali eventi atmosferici dell’11 e del 12 novembre”, con i rioni Sassi inondati da fango e detriti. Il sindaco, Raffaello De Ruggieri, ha sottolineato che “la situazione in città è tornata alla normalità: l’ondata di maltempo ha però creato delle difficoltà che difficilmente sono superabili con la dotazione finanziaria ordinaria del Comune di Matera”. Secondo una prima stima “stilata dal dirigente del settore Lavori Pubblici” del Comune di Matera (Capitale europea della Cultura 2019), i danni per il maltempo dei giorni scorsi “ammonterebbero a circa otto milioni di euro”.

Problemi anche in Toscana

I danni dell’ondata di maltempo del fine settimana sono ingenti anche in Toscana. Nella riserva naturale di Duna Feniglia (Grosseto) una tromba d’aria ha abbattuto un migliaio di pini. Ingenti danni sono registrati anche nell’area delle cascate del Molino, conosciute anche come le cascatelle del Gorello a Saturnia.

Mareggiata a Lampedusa

Infine a Lampedusa la mareggiata ha fatto capovolgere un’imbarcazione, utilizzata da migranti e rimasta all’ancora a molo Favarolo. Il gasolio ha invaso il Porto Vecchio causando un grave inquinamento ambientale.

La paura in Emilia Romagna per ora è passata: le notizie precedenti

Timore per il maltempo anche in Emilia Romagna.  Il torrente Idice ha rotto un argine ed è esondato nella zona di Budrio, nel Bolognese. Sono in corso le operazioni di evacuazione che potrebbero riguardare almeno un centinaio di persone, secondo le prime informazioni.

Il Comune raccomanda ai cittadini di non andare sul posto e di usare “la massima prudenza negli spostamenti sulle strade segnalate come punti critici”. Si sta allestendo un centro di soccorso nel Palasport comunale.

Paura per il Reno

Ora si teme l’esondazione del Reno. Il rischio è soprattutto per la zona Trebbo di Reno, la stessa dove a febbraio 2019 le acque ruppero gli argini, creando non pochi danni. Già diecimila persone sono senza luce e gas.

Bonaccini sui luoghi della piena

Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è sui luoghi a rischio alluvione.

“C’è una piena storica. A Budrio e in qualche altro comune c’è il rischio di rottura rottura degli argini”, dice.

Problemi anche a Firenze e in Toscana

Maltempo: problemi anche a Firenze. Come era stato previsto, l’Arno è salito sopra il primo livello di guardia, raggiungendo i 3,50 metri.

Il fiume ha raggiunto il secondo livello a Incisa-Figline. Supera il primo livello di guardia anche il fiume Bisenzio a San Piero a Ponti ed è già al secondo livello l’Ombrone a Poggio a Caiano (Prato). Attivate le sale del servizio di piena dei Geni Civili Valdarno Superiore e Centrale.
Hanno raggiunto poi il secondo livello di guardia l’Ema nella zona di Grassina e Strada in Chianti (ora è in calo) e anche l’Elsa a Poggibonsi (Siena). In aumento pure Greve e Pesa.
Riguardo all’Ema da Palazzo Vecchio si precisa che in zona piazza Bacci la Protezione Civile sta effettuando controlli dopo la piena. Disagi per la viabilità per frane e alberi caduti sulle strade provinciali del Fiorentino. La Protezione civile della Metrocittà invita a prestare attenzione negli attraversamenti di sottopassi e dei corsi d’acqua, e a non sostare lungo le sponde per il pericolo di cedimenti degli argini a causa di infiltrazioni.

 

E diluvia nel Grossetano

Il maltempo che sta interessando la Toscana – dove è allerta arancione su gran parte del territorio – ha colpito soprattutto il Grossetano a sud del capoluogo maremmano, tra Orbetello, Manciano e Magliano.

Il fiume Albegna in piena ha superato il secondo livello di guardia e in alcuni punti della campagna ha tracimato senza però raggiungere alcuna abitazione. Nella zona di Polverosa è stato segnalato vento forte che ha scoperchiato alcuni tetti.

 

153 millimetri di pioggia a Manciano

In totale a Manciano sono stati registrati dalle 14 di ieri 153 millimetri di pioggia, di cui 120 dalle 20 di ieri. Inoltre, già venerdì erano caduti 100 millimetri di pioggia in sei ore. Nel territorio di Manciano alcune famiglie, fa sapere il Comune, sono state confinate ai piani alti delle proprie abitazioni. Chiuse diverse strade per allagamenti e il ponte sull’Albegna tra Marsiliana e S.Andrea. Due persone bloccate con l’auto a causa della strada invasa dall’acqua, sono state soccorse ieri sera dai vigili del fuoco in località Ghiacciobosco a Capalbio.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto