Conte sfida Salvini: “Domani il Cdm si fa, il premier sono io”

Conte si ricorda di essere il presidente del Consiglio e – dopo una giornata di scambi polemici – sfida Matteo Salvini, affermando con chiarezza: “Il Consiglio dei ministri sabato “si svolgerà, perché a convocarlo sono io. Se ci sarà anche Matteo Salvini, non lo so, perché “è al Nord e non so se farà in tempo a rientrare. Ma sicuramente si svolgerà. Il presidente del Consiglio sono io, decido io che si svolga”.

Queste le parole di Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Bruxelles, replicando in modo secco al vicepremier secondo il quale non è necessario un Cdm sul decreto fiscale.

La “bomba” contro la manina

Difficile uscire dall’impasse dopo la bomba lanciata da Di Maio contro la ‘manina’ infedele che avrebbe manomesso il dl, ma Conte – tra una chiamata al ministro del Lavoro e un sms al collega degli Interni – lavora intensamente e, pur sfidando Salvini con il Cdm, cerca di smorzare i toni.

L’intervento tranchant di Salvini

Nella mattinata di ieri era stato il vicepremier Matteo Salvini a tagliare corto sulle modifiche al decreto fiscale: “Quello che abbiamo discusso per ore l’ho trovato scritto, cosa fatta capo ha. Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo”.

“C’è paese che deve marciare, stiamo lavorando bene, non si può costruire di giorno e smontare di notte”, aveva aggiunto da Bolzano il leader della Lega Nord, facendo spallucce su un possibile Cdm e parlando di altri impegni in agenda. Salvo poi fare un passo indietro in serata: “Le polemiche aiutano solo gli avversari del governo, i burocrati europei e gli speculatori. Basta litigi, lavoriamo e risolviamo gli eventuali problemi parlando, non litigando”. Qualcosa più di uno spiraglio.

 

A un passo dalla crisi di governo: le notizie del 18 ottobre

Governo a un passo dalla crisi. Dopo che Salvini aveva dichiarato che non c’era nulla da moficare nel decreto fiscale, il presidnete del Consiglio, Conte, aveva convocato come chiesto dal vicepremier Di Maio, un consiglio dei ministri per sabato.

Ma è arrivata una “gelata” della Lega Nord.

Né Salvini né alcuni ministro leghista parteciperà a questo Cdm. Giallo.Verdi ai ferri corti per la prima volta. Intanto nella lettera dell’Ue si critica una “deviazione di bilancio senza precedenti nella storia.

Lo spread supera i 320 punti.

 

Stamattina premier fiducioso

Mentre il premier Conte assicura che entro domani tornerà a Roma e metterà tutto a posto, infuria la polemica tra il vicepremier Di Maio e la famosa “manina” che avrebbe cambiato il decreto fiscale, cambiando le carte in tavola sul condono.

Ma Di Maio è molto teso per quanto sta accadendo tra gli elettori 5Stelle, come racconta già da prima del varo del decreto l’Agenzia AdnKronos.

L’inchiesta dell’AdnKronos

“Puoi chiamarlo come ti pare ma questo è un condono. E io, che le tasse le ho sempre pagate, oggi mi sento un fesso per aver creduto nel Movimento”. Il Consiglio dei ministri approva manovra e dl fiscale e tra le norme spunta anche la cosiddetta ‘pace fiscale’ che consentirà a quanti hanno debiti con il fisco di risanarli attraverso alcune agevolazioni.

Il voto “tradito”

Troppo, evidentemente, per gli elettori M5S che ora – stando almeno a quanto si legge nel fiume di commenti social – gridano al “tradimento del voto” definendo il provvedimento “un vero e proprio condono, alla faccia di chi le tasse le paga”. Qualcosa di diverso, insomma, “dal bisogno di onestà che mi ha spinto a dare fiducia a Di Maio. Ora so – dicono amareggiati – che era soltanto fumo”.

“È stata una resa completa”

Il M5S “dalla parte degli onesti e dei cittadini più poveri” resta così per molti “un lontano ricordo”: dal momento “dell’accordo con la Lega”, spiegano, “il sogno è finito: dovevamo fare la guerra, è stata una resa completa”.

 

Le “giravolte” di Di Maio

“Solo un mese fa – accusano – Di Maio aveva il coraggio di dire che ‘il M5S non era disponibile a votare nessun condono’. Oggi, vergognosamente, hanno approvato il più grande condono tombale! Il messaggio è chiaro: ‘Caro cittadino che paghi le tasse sei un povero scemo!'”. Una misura “ingiusta e “irrispettosa” nei confronti di quanti “hanno sempre pagato tutto facendo dei sacrifici enormi”, perché “onesti lo si deve essere nei fatti e non solo nelle parole e negli annunci elettorali”.

“Così non vi voto più…”: contestato Di Maio

È “semplicemente vergognoso”, spiegano, “scendere a patti con le richieste della Lega”: quanto fatto “non è quello per cui vi ho votato ma è il motivo che mi spingerà a non votarvi più”. Si rivolgono direttamente al capo politico del M5S, il “caro Di Maio” che li ha “delusi”, “traditi”, che con il Movimento si è “preso il voti di quanti davvero credevano nella possibilità di un governo onesto e lontano dai furbi”. “A questo punto sono tutti uguali”, riassumono, chiedendosi se la pace fiscale non sia “tanto diverso dallo scudo fiscale di Berlusconi”. “Ma il Mov5Stelle era nato per tagliare gli sprechi e difendere i cittadini onesti? o ricordo male io?”, si chiedono in molti.

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