“Cara Anna, trentenne sola, bulimica o anoressica: e non mi va mai bene”

Cara Anna,
si parla in questi giorni dell’immagine della donna proposta dalla moda, per la copertina di Marie Claire dove c’è una ragazza magrissima, a cui è seguita una lettera della scrittrice Michela Murgia che sollecita una protesta collettiva per rivendicare un’immagine più reale delle donne. Ti racconto la mia storia, quella di una ragazza che era normalmente magra e senza problemi con il cibo. Poi, m’innamoro di uno a cui piacciono le donne formose, mi accorgo che tutte le volte che passa una che io reputo quasi grassa, lui si volta a guardarla. Ho paura di non piacergli e comincio ad abboffarmi di dolci, fritture, prendo integratori, riuscendo ad acquistare quasi cinque chili. Lui sembra non accorgersene, poi scopro che mi tradisce con una più magra di me. Ci lasciamo. Dopo un periodo di disperazione, trovo un altro ragazzo. Sarà un caso, ma questo ama le donne magre. Però quelle molto magre e così sento che devo dimagrire. Siccome con l’altro mi sono abituata a mangiare molto, faccio molta fatica a perdere peso e provo un costante senso di disagio perché mi sento grassa. Divento sospettosa, sono convinta che mi tradisca con ogni donna magra che incontra. Finisce anche questo rapporto perché la mia gelosia diventa insopportabile sia per lui che per me. Lui si sente soffocare e io divento pazza. Ora sono una trentenne sola, né magra né grassa; quando mi guardo allo specchio mi trovo insignificante e mi chiedo come potrei piacere a qualcuno.
Scusa lo sfogo
Isa

aaapavi

Cara Isa,
comincio dal fondo e con una banalità, di quelle che però suonano vere: ti sembra di non poter piacere a nessuno perché non ti piaci tu.

Il tuo non piacerti ha poco a che fare con l’essere magra o grassa. Così come credo che l’anoressia di cui soffrono molte ragazze, sia solo superficialmente indotta dalla moda e che quindi, pur essendo giusto che noi donne rivendichiamo un’immagine che non ci ingabbi in modi precostituiti, oggi magre, domani formose, dopodomani dolci e dopo ancora  aggressive e così via, è dentro di noi che qualcosa deve cambiare.

La dipendenza psicologica dagli uomini? Vecchio discorso. Ma leggendo bene la tua lettera ci si accorge che il loro punto di vista reale quasi non esiste. Tu dici infatti che hai paura di non piacere al tuo primo fidanzato, non che lui ti dice che non gli piaci.

Il problema sta tutto nel tuo bisogno di approvazione e nel trovare rassicurante l’adeguarti a qualcosa che nemmeno ti viene richiesto. Infatti poi mi dici che quando sei ingrassata di ben cinque chili, nemmeno se n’è accorto. È come se tu cercassi un modello a cui adeguarti fingendo che ti sia imposto dall’esterno, mentre sei tu alla fine che non riesci a trovare una te stessa che si piaccia o che si accetti così com’è.

Poi c’è di mezzo anche la gelosia eccessiva che ha rovinato il tuo secondo rapporto, anche questa scatenata apparentemente dal tradimento del primo, ma in realtà dalla tua insicurezza, dal tuo non sentirti “adatta” ad essere amata. Quello della scarsa autostima, della difficoltà a trovare la propria identità e salvaguardarla è un problema complesso, comune a molte donne. Grazie per averci raccontato la tua storia, ma devi lavorarci mia cara, da sola o con l’aiuto di qualcuno.

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