Incendio a Cosenza, muoiono in tre, in cenere un’opera unica di Telesio

Tre persone sono morte nell’incendio divampato nel tardo pomeriggio di ieri in un appartamento al terzo piano di un vecchio stabile in corso Telesio, nel centro storico di Cosenza.

I corpi sono stati trovati dai vigili del fuoco, che sono riusciti ad ispezionare i locali solo dopo alcune ore avere spento le fiamme e con molte cautele per il rischio di crolli.

Nel rogo è bruciata anche un’opera unica del filosofo Bernardino Telesio. Alle fiamme anche altri libri antichi.

Due uomini e una donna

Si tratta di due uomini ed una donna, ancora non ufficialmente identificati, ma che si ritiene essere le tre persone che occupavano – pare abusivamente – l’appartamento. Si tratterebbe di due fratelli e della fidanzata di uno dei due.

Forse mortale una fuga di gas

L’incendio è scoppiato nel tardo pomeriggio, in maniera violenta, forse per una fuga di gas da una bombola. Sulle cause del rogo, comunque, gli accertamenti dei vigili del fuoco sono ancora in corso.

I vigili, intervenuti subito con quattro mezzi ed una quindicina di uomini, hanno dovuto lavorare duramente prima per avere ragione delle fiamme. Poi è iniziata l’opera di raffreddamento dello stabile per evitare il propagarsi del rogo.

In quella strada liti per alcol e risse

Le tre vittime, se verrà confermata la loro identità, erano note alle forze dell’ordine. In passato erano state sottoposte a trattamenti sanitari obbligatori e polizia e carabinieri erano già intervenuti in quella strada per liti e risse provocate dall’alcol.

Una volta divampato l’incendio e il fatto che non fossero stati rintracciati ha fatto subito temere il peggio. Anche l’ultima speranza è caduta quando i vigili del fuoco hanno sono entrati nell’appartamento ed hanno trovato i cadaveri.

Bruciato il capolavoro di Telesio

La prima stampa del “De rerum natura iuxta propria principia”, l’opera più importante del filosofo Bernardino Telesio (sotto un’immagine della statua che gli ha dedicato la città di Cosenza), è andata distrutta, insieme ad altre pergamene antiche.

Al quarto piano dello stabile, sopra l’appartamento incendiato, era ospitata – infatti – la biblioteca della famiglia Bilotti Ruggi D’Aragona, che con le proprie donazioni ha consentito l’apertura del Mab, il Museo all’aperto Bilotti.

La famigia Bilotti è proprietaria dello stabile e dell’attiguo palazzo Ruggi D’Aragona, comunicante con quello incendiato proprio attraverso il quarto piano. Distrutti anche manoscritti e pergamene originali di Telesio, Parrasio, Quattromani e Bernardino Bombini, oltre a 8 pergamene originali del ‘400 su Cosenza scritte in gotico.

 

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