Evasione fiscale, Biagio Antonacci assolto: “Il fatto non è più reato”

Il cantautore milanese Biagio Antonacci è stato assolto oggi dalla terza sezione penale del tribunale di Milano presieduta dal giudice Luigi Varanelli dall’accusa di evasione fiscale perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Antonacci era accusato di una presunta evasione fiscale da circa 3,5 milioni di euro che sarebbe avvenuta, secondo l’accusa, tramite l’interposizione di tre società, di cui due italiane e una estera.

Biagio Antonacci a processo per evasione fiscale: l’accusa chiede 18 mesi di carcere, le notizie del 10 maggio 2016

A processo per aver evaso il fisco. Sono 3,5 i milioni contestati dalla procura di Milano al cantautore Biagio Antonacci che, secondo gli inquirenti, avrebbe usato denaro delle sue 3 società per spese personali che comprendono il “noleggio di un gommone” e il “quadriciclo elettrico per la sua casa di Bologna”. Per questo il viceprocuratore onorario di Milano, Luciana Greco, ha chiesto una condanna a 18 mesi di carcere.

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I fatti contestati vanno dal 2004 al 2008

In base alla ricostruzione della procura, tra il 2004 e il 2008 Antonacci avrebbe inserito “nelle proprie dichiarazioni fiscali elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo”. Le società che avrebbe usato sono la Iris, la Basta edizioni musicali e la Forum Vision (la terza ha sede a Londra) i cui redditi d’impresa sono “soggetti ad aliquota proporzionale più conveniente”.

Il difensore: “Va assolto perché il fatto non sussiste”

Di diverso avviso il difensore del musicista, l’avvocato Alessio Lanzi, che ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste o perché non costituisce reato. Secondo il legale, le 3 aziende “erano società reali, che producevano reddito”. Per gommone e quadriciclo, ha detto ancora Lanzi, Antonacci aveva speso solo 1.500 euro nel 2007 regolarizzando poi gli acquisti privati a livello tributario.

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