Antinori: ordine di custodia in carcere e lui ha un malore

Nuovo malore per il professor Severino Antinori, dopo quello accusato nei giorni scorsi.

Tutto è accaduto ieri per un’ordinanza che trasformava gli arresti domiciliari in carcere per il ginecologo, per violazione delle disposizioni e in particolare per aver concesso interviste in casa sua, cosa vietata-

Accusato di aver prelevato con la forza degli ovociti ad una infermiera spagnola, il ginecologo  – secondo la magistratura milanese- doveva andare in carcere.

Ma alla notizia, Antinori ha accusato un malore ed è stato trasportato all’ospedale Santo Spirito di Roma.

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Aveva violato le norme degli arresti domiciliari

L’ordinanza, secondo quanto si è appreso, è stata emessa per la violazione delle disposizioni impartite dal Gip nel provvedimento di custodia domiciliare emesso nei giorni scorsi; tra queste, alcune interviste rilasciate dalla casa romana in cui era recluso. Secondo quanto si è appreso, Antinori soffre di claustrofobia e il suo malore di ieri ha proprio origine nel timore di trovarsi in una cella.

 

Le dure motiviazioni del Gip di Milano: le notizie del 17 maggio

 

Durissime le motivazioni del Gip di Milano sulla cause che hanno portato il ginecolo Antinori agli arresti domiciliari.

“L’indifferenza nei confronti della dignità e del corpo della donna, dimostrata dall’Antinori, obnubilato dalla finalità di guadagno (…) rende evidente il pericolo della commissione di delitti della stessa specie”: scrive il magistrati di Milano Giulio Fanales nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari il ginecologo per traffico di ovuli.

Queste considerazioni – secondo il Gip – si riferiscono anche alle “due segretarie, disposte a tutto pur di assecondare i desideri del datore di lavoro” e per le quali è stato disposto l’obbligo di dimora.

Il Corriere della Sera di oggi parla di 5.000 euro a intervento da parte professor Antinori, che aveva tre casi in sospeso al momento del “prelievo forzoso” degli ovuli dalla ragazza spagnola.

 

Dovrebbe essere agli arresti domiciliari, ma…

Il professor Antinori dovrebbe essere agli arresti domiciliari nella sua casa di Roma da venerdì scorso per aver prelevato 8 ovuli a una infermiera spagnola contro la sua volontà per poi reimpiantarli in altre donne, avrebbe prospettata alla giovane “la necessità di una semplice operazione chirurgica in anestesia locale, pena l'”esplosione dell’utero”.

Un “provvidenziale” malore lo ha costretto al ricovero in ospedale.

 

Il ginecologo ricoverato in ospedale per un malore dopo l’arresto

Ha avuto un malore ed è stato ricovertato in ospedale, dove è arrivato dopo gli arresti domiciliari, il ginecologo Severino Antinori che deve rispondere di diversi reati, tra cui il “furto di ovuli”.

Il professionista si è sentito male nel primo pomeriggio di ieri nella sua casa di Roma in cui è stato posto ai domiciliari. Severino Antinori, dall’ospedale, risponde al telefono per dire che “queste accuse sono fuori dal mondo, mi stanno uccidendo, mi sento come Enzo Tortora”. “Lo voglio dire forte – afferma, parlando con un giornalista dell’Agenzia Ansa -: io sono per l’Italia pulita”.

Dopo il malore avuto in casa dove si trovava ai domiciliari, il professore spiega di sentirsi “un po’ meglio”. “Sto prendendo dei farmaci – aggiunge – ora ho un altro controllo ma certe accuse mi distruggono”.

 

La difesa: “La donna chiese l’assunzione”

 

L’8 aprile scorso, tre giorni dopo l’intervento che avrebbe subito affinché gli ovuli fossero impiantati ad altra paziente, la donna che ha dato il via all’inchiesta che ha portato ieri ai domiciliari Severino Antinori, inviò una lettera per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato da infermiera e il risarcimento per il danno subito, riservandosi contrariamente iniziative legali. Lo ha spiegato l’avvocato Tommaso Pietrocarlo, difensore con il collega Vinicio Nardo del professor Antonori, secondo il quale ciò rappresenta “un’anomalia”.

Pietrocarlo ha aggiunto anche che la donna firmò un modulo di adesione al programma di ovulodonazione, poi un consenso informato, “dopo aver avuto il supporto di uno psicologo che ne attestò la consapevolezza della scelta e la mancanza di problematiche”.

 

 

Le notizie del 13 maggio

Quasi incredibile tra Milano e Roma. Il famoso (e chiacchierato) ginecologo Severino Antonori, già al centro di numerosi e controversi casi di fecondazione, è stato arrestato oggi all’aeroporto della Capitale per un furto di ovuli. La denuncia è stata fatta a Milano da una ragazza spagnola di 24 anni, che si era rivolta alla clinica Matris e al professore per una cura ormonale.

L’accusa per il ginecologo è di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Antonori è finito agli arresti domiciliari. Per il professore è stata anche disposta l’interdizione dalla professione medica per un anno.

 

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Arrestato a Roma ma l’ordinanza è del gip di Milano

I carabinieri del Nas hanno arrestato Antinori a Roma, in esecuzione di un’ordinananza del gip di Milano. Secondo le accuse, Antinori avrebbe prelevato tre ovuli a una ragazza spagnola di 24 anni contro la sua volontà e le avrebbe poi sottratto il telefono cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi. La ragazza, al risveglio dall’anestesia, sarebbe riuscita a raggiungere un telefono della clinica e a chiamare di nascosto il 112. A due collaboratrici strette del ginecologo è stato notificato il divieto di dimora nei comuni di Milano e di Roma.

 

L’episodio alla clinica Matris: sequestrati sei embrioni

L’episodio, secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Nunzia Gatto, sarebbe avvenuto alla clinica Matris in via Gracchi a Milano nello scorso mese di aprile (nella foto qui sopra una foto del professore con una dottoressa, scattata nella clinica).

Il Matris Hospitak è ora sotto sequestro. La ragazza, sottoposta a cura ormonale fatta passare per una terapia per cisti ovarica, ha riferito di essere stata immobilizzata. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno sequestrato sei embrioni derivati dalla fecondazione degli ovociti prelevati alla giovane spagnola e destinati a essere impiantati il giorno successivo a pazienti di Antinori.

 

La ragazza ha disconosciuto la sua firma

Durante il sequestro, sono stati prelevati i moduli “di consenso informato” firmati dalla paziente straniera. Quest’ultima però ha disconosciuto le firme che già da una prima analisi appaiono significativamente difformi.

I primi a intervenire nello studio di Antinori, dopo la denuncia della ragazza, furono i poliziotti inviati dalla questura, nessuno però capiva lo spagnolo. La ragazza venne accompagnata dagli agenti nell’hotel in cui soggiornava e da lì trasferita alla clinica Mangiagalli.

L’avevano accolta (e capita) alla Mangiagalli

Qui, le operatrici del centro di Soccorso Violenza Sessuale erano riuscite finalmente a comprendere il racconto della giovane. Una visita approfondita aveva poi rivelato sul corpo della donna lividi ed ecchimosi, dovuti probabilmente al tentativo da parte di Antinori e del suo staff di immobilizzare la ragazza al momento del prelievo degli ovuli.

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