No processo Salvini: Pd contro Giarrusso, che fa il gesto delle manette

Tutto come previsto. La Giunta per le Immunità del Senato dice no alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini con l’accusa di “sequestro di persona aggravato” per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti. I voti a favore della proposta del presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, di dire no all’autorizzazione sono stati 16, 6 i contrari.

La protesta dei senatori Pd

Non appena il presidente della Giunta per le Immunità di Palazzo Madama Maurizio Gasparri e i commissari sono usciti dall’Aula di Sant’Ivo alla Sapienza, dopo aver detto no all’autorizzazione a procedere per Salvini sul caso della nave Diciotti, i senatori del Pd che protestavano nel cortile hanno cominciato a gridare “Vergogna e onestà. Giarrusso vergogna” all’indirizzo del parlamentare pentastellato.

 

La “vendetta” assurda di Giarrusso

“Mio padre e mia madre sono regolarmente a casa: altri sono ai domiciliari. E poi sono loro che parlano di onestà”:  così Mario Michele Giarrusso dopo i cori del Pd. “Sono loro che dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto loro e i loro parenti per distruggere l’Italia”, replica con eccessiva disinvolturs Giarrusso ai cronisti. E mentre continuano le protesteil senatore M5s fa il gesto delle manette (nella foto in apertura).

Dei sette senatori M5s componenti della Giunta, sono stati sei i presenti alla seduta chiamata a decidere sul caso Diciotti. Ma l’unica assente è assolutamente giustificata: si tratta di Grazia D’Angelo, vicepresidente della Giunta stessa, che alle 3 della scorsa notte ha partorito.

 

Rousseau ha fatto da scudo a Salvini

È finita come tutti prevedevano. La piattaforma Rousseau ha fatto da scudo al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Niente processo.

Ha vinto il “Sì” all’immunità a Salvini. Hanno votato in 52.417, il 59,05% contro l’autorizzazione a procedere.

“Relativamente alla risposta: “Si, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere” hanno votato 30.948 (59,05%). Relativamente alla risposta: “No, non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere approvata l’autorizzazione a procedere” hanno votato 21.469 (40,95%) La maggioranza ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere”, si legge sul blog delle Stelle a conclusione della votazione sulla piattaforma Rousseau.

 

Di Maio: “Abbiamo fatto votare i cittadini”

“Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna, lo abbiamo sempre fatto come accaduto per il contratto di Governo. Ma Di Maio volutamente dimenticva che, nel codice genetico dei 5Stelle c’era il rinvio alla magistratura in tutti i casi, perfino un avviso di garanzia era già un egno negativo per l’indiziato di reato.

Ennesima capovolta, quindi. “L’altissimo numero di votanti dimostra anche questa volta che Rousseau funziona e si conferma il nostro strumento di partecipazione diretta”: così in un post su facebook Luigi Di Maio ha commentato il voto su Rousseau sul caso Diciotti. “Con questo risultato i nostri iscritti hanno valutato che c’era un interesse pubblico e che era necessario ricordare all’Europa che c’è un principio di solidarietà da rispettare”, aggiunge. “Sono orgoglioso di far parte dell’unica forza politica che interpella i propri iscritti, chiamandoli ad esprimersi. Presto ci saranno votazioni anche sulla nuova organizzazione del MoVimento 5 Stelle”, ha concluso il vicepremier.

Il patto ha funzionato: le notizie del 18 febbraio

 

Il patto ha funzionato, nonostante gli intoppi di oggi. Il 59% dei 5Stelle che hanno votato oggi su Rousseau ha deciso che il ministro degli Interni non va processato.

Hanno espresso il loro voto in 52.000. Ora toccherò ai vertici del Movimento spiegare questa decisione che va contro anni di campagne sulla giustizia condotte dai pentastellati.

Una giornata in altalena

Sarà la piattaforma Rousseau a decidere su Salvini. Gli iscritti del M5S potranno votare oggi non più alle 10 alle 19, ma dalle 11 alle 20 sulla piattaforma Rousseau per il caso Diciotti.

I risultati della consultazione saranno divulgati questa sera, ma non si hanno notizie precise sull’orario. Probabile che l’esito sia anche sul tavolo dell’assemblea congiunta del Movimento convocata dal vicepremier Luigi Di Maio a partire dalle 21.

Ma il Tg de La7 ha comunicato che la chiusura del voto è slittata alle 21,30. I riultati arriveranno stasera molto tardi.

 

La “precisazione” di Beppe Grillo

Intanto, Beppe Grillo puntualizza la sua battuta di ieri sulla consultazione virtuale. “La mia era solo una battuta, montata ad arte contro il M5S”, dice tornando sul tweet ironico lanciato ieri sulla consultazione online (definita qualcosa a metà “tra il comma 22 e la sindrome di Procuste”) sul caso Diciotti sulla piattaforma Rousseau. “Piena fiducia nel capo politico Luigi Di Maio”, sottolinea. Ma lo fa giusto perché deve essersi scatenata una “tempesta tempestosa” al vertice del MoVimento.

 

Proteste dei sostenitori

Continue, infatti, le difficoltà di accesso al sito, che si carica molto lentamente rendendo praticamente impossibile accedere ed effettuare qualsiasi altra operazione. Sul web è già rivolta dei sostenitori mentre i tecnici di Rousseau assicurano che il problema è già in corso di risoluzione.

Preoccupazione dei vertici

Intanto fonti di governo M5s registrano in queste ore “preoccupazione” su una questione che è dirimente per la tenuta del governo. Se dovesse passare l’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini – si rileva infatti dal vertice dei 5Stelle – è molto probabile una crisi di governo.

“Non è – si spiega sul blog – il solito voto sull’immunità. Di quei casi si occupa l’art. 68 della Costituzione, e su quelli il M5S è sempre stato ed è inamovibile: niente immunità, niente insindacabilità. Questo è un caso diverso: stiamo parlando dell’art. 96 della Costituzione. E’ un caso senza precedenti perché mai in passato la magistratura ha chiesto al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell’esercizio delle sue funzioni”.

Il quesito della consultazione online recita: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari Paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato? – Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere – No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere”.

“Se voti Si vuol dire No. Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”, ironizza Beppe Grillo in un tweet. Grillo cita il celebre paradosso del romanzo Comma 22 (dove la facoltà di scegliere è solo apparente) e la sindrome che indica, in una persona, il disprezzo per chi è considerato avere un maggior successo.

Caccia alle giustificazioni

“Questo quindi non è il solito voto sull’immunità dei parlamentari – si legge ancora sul web – i quei casi si occupa l’articolo 68 della Costituzione, e su quelli il MoVimento 5 Stelle è sempre stato ed è inamovibile: niente immunità, niente insindacabilità. Nessuna protezione per i politici che devono rispondere delle loro azioni individuali. Noi mandammo a processo i nostri portavoce Paola Taverna e Mario Giarrusso e entrambi votarono per farsi processare”. “Questo è un caso diverso – si spiega – stiamo parlando infatti dell’articolo 96 della Costituzione. Nello specifico questo è un caso senza precedenti perché mai in passato si era verificato che la magistratura chiedesse al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell’esercizio delle sue funzioni e non per azioni fatte per tornaconto privato e personale (tangenti, truffa, appalti, etc): in questo caso non ci porremmo neppure il problema e lo spediremmo in tribunale”. “Quindi ora – si conclude – siamo chiamati a decidere”.

Quesito contorto sulla Poiattaforma

“Nessun allarmismo” sul quesito sulla Diciotti pubblicato su Rousseau. “La questione è semplice. La risposta chiesta agli iscritti per il voto è uguale a quella che sarà chiesta martedì ai senatori della Giunta. Cioè se in quel caso si sia agito o meno “per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo”. Lo precisa il blog del M5S spiegando che “proprio questa complessa articolazione dimostra che non stiamo parlando dell’immunità di un politico”.

 

“Di Maio persona corretta”: il commento di Salvini

“Siamo in due al governo, da solo non sarei riuscito a fare nulla. I Cinquestelle sono compagni di viaggio rispettosi e leali. Di Maio è una persona corretta, provano a farci litigare tutti i giorni, ma non ci riescono”: ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso di un comizio a Castelsardo.”C’è chi dice: ‘adesso la Lega è il primo partito, se fai saltare tutto chissà quanti parlamentari in più avrai’. Io rispondo che ho dato la mia parola e la mia parola vale più dei sondaggi, anche se abbiamo idee di futuro e di sviluppo diverse. Io non cambio idea”. Lo ha detto Matteo Salvini in un comizio elettorale a Castelsardo, parlando del rapporto con i Cinquestelle.

I sostenitori del Sì

Ma c’è anche chi contesta lo strumento della consultazione sulla piattaforma. “Voterò sì. Nel nostro programma è prevista l’abolizione di ogni tipo d’immunità per ministri e parlamentari”, dice Elena Fattori (nella foto sopra), senatrice del Movimento 5 Stelle, in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Non sono dissidente – sottolinea Fattori -, sono coerente. Il nostro programma parla chiaro”, “non sono stata eletta in base al contratto di governo. Io ho un vincolo rispetto al programma del Movimento e basta”.

 

Salvini: “Nessuno scambio coi 5Stelle”

Intanto dalla Sardegna a parlare è Matteo Salvini: “Non siamo – dice replicando a chi gli chiede di uno scambio con M5s sui temi caldi di queste settimane – al mercato del pesce. Io giocavo con le figurine dei calciatori quando andavo alle scuole elementari e ti davo Baresi se mi davi Collovati. Adesso non è che io ti dia la Tav se mi dai un pezzo di autonomie, però voti No al processo ma mi approvi la legittima difesa”.

L’esisto del voto dei 5Stelle sembra abbastanza scontato. Ma bisognerà attendere la conclusione della consultazione per sapere se lo è.

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