Berlinale: l’Orso d’oro a “On body and soul”, deluso Kaurismaki, tutti i premi

“On body and soul” dell’ungherese Ildikò Enyedi vince l’Orso d’oro come miglior film del 67° Festival di Berlino. A un deluso Aki Kaurismaki va l’Orso d’Argento per la regia del 67ç festival di Berlino con The Other Side of Hope, film sulla tragedia dei migranti, in concorso per la Finlandia che sarà nelle sale italiane dal 6 aprile. Kaurismaki festeggiava sul red carpet, ma non sul palco, perché si aspettava il premio maggiore.

L’elenco dei premi della Berlinale 2017

Orso d’oro 
On Body and Soul – Ildikó Enyedi

Orso d’argento – Gran premio della giuria
 Félicité – Alain Gomis

Orso d’argento – Premio Alfred Bauer
 Spoor – Agnieszka Holland

Orso d’argento per la miglior regia
 Aki Kaurismäki – The Other Side of Hope

Orso d’argento per la miglior attrice
 Kim Min-Hee – On the Beach at Night Alone

Orso d’argento per il miglior attore 
Georg Friedrich – Bright Nights

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura
 Sebastián Lelio, Gonzalo Maza – Una mujer fantástica

Orso d’argento per il contributo artistico
 Dana Bunescu per il montaggio di  Ana, Mon Amour.

Non ce l’ha fatta Aki Kaurismaki: la recensione del 15 febbraio

Rimane, come da tradizione, ancorata alle tematiche del presente la Berlinale. E in questo territorio fertile per la denuncia, s’incastona benissimo l’ultima opera del maestro Aki Kaurismaki. Il suo “The other side of hope” prenota, salvo sorprese, l’Orso d’Oro. Un film che parla in modo originale degli immigrati, schivando retorica e luoghi comuni.

Intrecciate realtà e immaginazione

La storia è semplice, come semplice e senza fronzoli è la messa in scena. Solo che Kaurismaki non è per niente semplice e banale. Ha un dono: quello d’intrecciare mirabilmente il paradosso con la poesia, il superfluo con ciò che invece conta, la realtà con la più fervida immaginazione. Sarà per questo che ci sembra abbastanza irreale credere che un giovane siriano richiedente asilo nella democratica e libera Finlandia, Khaled (Sherwan Haji), venga rispedito in poche ore nel suo Paese. Proprio mentre ci indigniamo, scatta il buon cuore dei finlandesi, che eludono i controlli e in qualche modo lo lasciano scappare.

Le qualità di un giocatore di poker

La sua vita s’intreccia casualmente con un uomo che senza troppe parole un giorno si sbarazza di sua moglie e del suo negozio di camicie. Ha in mente un piano: grazie alle sue qualità come giocatore di poker vincerà tanti soldi e aprirà un’attività.
Detto fatto, Wikstrom (Sakari Kuosmanen) con i soldi della vincita rileva un ristorante e tutto lo strambo personale dell’ex gestione. Il suo sogno è quello di internazionalizzare il posto, grazie ai piatti tipici delle cucine straniere. Un’ambizione che finirà per suscitare solo ilarità. Khaled, ad ogni modo, trova nel ristorante una casa provvisoria…

L’esempio dei rifugiati in Finlandia

Qual è l’altra parte della speranza? Forse quella più vulnerabile? Quella dove neanche noi crediamo di approdarvi. Vale la pena rischiare, sembra dirci Kaurismaki. Ma per farlo abbiamo bisogno degli altri, in questo caso noi, gli europei tutti. Forse non ancora in grado di capire profondamente il dramma che vivono le persone costrette a lasciare la loro casa e quel che resta delle loro famiglie.

“In Finlandia siamo sei milioni e siamo andati nel panico per dover gestire 20.000 rifugiati, c’è chi si sente come in guerra”, ha dichiarato il regista in conferenza stampa. Per poi dire la sua sul potere che il cinema ha di cambiare le cose: “Assolutamente nessuno. Jean Renoir con ‘La grande illusione’ voleva fermare la Seconda Guerra mondiale. Ha fallito. Così come fallirò io. Ma dobbiamo provarci. Questa gente ha il diritto di avere una nuova vita. Almeno di sperarlo”.

Una vena che ribalta il senso delle cose

E questo aggrapparsi alla flebile speranza tiene in mano tutto il filo narrativo della sua opera. Ma sempre con distacco, con quella vena semiseria ed estrosa – a cui Kaurismaki ci ha abituato – che ribalta il senso stesso di tutte le cose.

 

Ecco il trailer del film in lingua originale

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