Vaccini per bambini e anziani, entra in vigore il piano di prevenzione

Si comincia oggi, sabato 18 febbraio, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Nuovi vaccini saranno offerti a breve e gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale grazie al piano di Prevenzione Vaccinale 2017-19. Tra questi ci sono: Anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, anti Meningococco b, Rotavirus e Varicella per i più piccoli, anti Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.

Soddisfatta la Lorenzin: “Una politica di prevenzione”

“Finalmente il Piano conclude il suo iter con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 18 febbraio”, spiega il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (nella foto sopra), che ricorda come nel “nuovo Piano collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket”.

Il ministro evidenzia poi come la pubblicazione del Piano “rappresenta nei fatti l’affermazione della politica di prevenzione nel nostro Paese. Ora la prossima sfida sarà l’applicazione uniforme in tutte le regioni italiane su cui vigileremo, anche perchè – visto l’andamento delle coperture vaccinali che negli ultimi anni hanno registrato un pericolosissimo calo – è necessaria una grande battaglia culturale e di sanità pubblica per sconfiggere alcuni tabù anti scientifici che ci sono sui vaccini”. La rassicurazione del ministro risponde alle richieste di quattro società firmatarie del Calendario per la Vita (SITI, SIP, FIMMG e FIMP) che hanno richiamato l’attenzione sugli aspetti organizzativi “per garantire un’equa e uniforme copertura su tutto il territorio nazionale”.

 

Arrivano le nuove vaccinazioni

Le nuove vaccinazioni si andranno ad aggiungere a quelle già disponibili gratuitamente, e andranno a rendere più omogeneo il panorama italiano. Per alcune viene estesa la fascia di età o il tipo di popolazione interessata, altre vengono introdotte ex novo, per altre ancora la gratuità viene estesa da alcune regioni a tutto il territorio nazionale.

Le novità per i bambini

Nel primo anno di vita saranno introdotti i vaccini gratuiti contro il Meningococco b, batterio pericoloso che può provocare casi letali di meningite, e il rotavirus, che è causa di gastroenteriti molto forti che possono avere conseguenze gravi nei più piccoli. Per l’antimeningococco b la prima dose si effettua a partire dai tre mesi di vita, con richiami a seguire. Per il rotavirus, a partire dalla sesta settimana di vita, insieme con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita.

Nel secondo anno di vita invece si potrà fare quello contro la Varicella, malattia che in rari casi può provocare complicanze e richiedere ricovero ospedaliero. Il vaccino si effettua dai 13-15 mesi di vita, anche insieme a quello per morbillo, rosolia e parotite, con richiami a seguire.

E quelle per gli adolescenti…

Il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv), oggi gratuito per le adolescenti, sarà esteso anche ai ragazzi maschi, per riuscire a debellare la diffusione del virus che è la più frequente causa di tumore alla cervice dell’utero e alla bocca. Agli adolescenti verrà poi offerto il meningo tetravalente, ovvero che protegge contro il meningococco dei ceppi A, C, W, Y, alcuni dei quali diffusi soprattutto in continenti extraeuropei.

 

E ci sono interventi anche per gli anziani

Viene introdotto gratuitamente il vaccino contro l’Herpes Zoster, causa del più noto Fuoco di sant’Antonio, in grado di ridurre del 65% i casi di nevralgia, una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia. Sarà poi offerto, in tutte le regioni, superando la frammentazione territoriale oggi registrata, il vaccino contro lo pneumococco, che protegge sia contro la polmonite che contro la meningite, una complicanza in alcuni casi associata. Inoltre il Piano sottolinea un “rinnovato impegno” nel promuovere la vaccinazione antinfluenzale per persone con 65 anni o più.

 

Le notizie del 26 gennaio

“C’è l’esigenza di arrivare in tempi relativamente brevi ad una legge nazionale sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, “anche per garantire un’offerta vaccinale uniforme in tutte le zone del Paese”: se ne è parlato nel corso di un incontro presso la sede del ministero della Salute, fra il ministro Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome per la verifica e l’avvio del nuovo Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2017-19.

“Serve una condivisione Stato-Regioni”
“Le nuove vaccinazioni contenute nel piano – ha spiegato Antonino Saitta, assessore alla Sanità del Piemonte – sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo. Occorre un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo che va raggiunto nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Sarà poi fondamentale attivare una campagna di comunicazione condivisa fra il ministero e le Regioni proprio per supportare l’offerta vaccinale”.

Le tariffe massime per le prestazioni specialistiche

Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema dell’attuazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea). “In particolare abbiamo concordato di lavorare per un’intesa che definisca le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Infine – ha concluso Saitta – è necessario intensificare il lavoro e il confronto con la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, attraverso un raccordo stretto e costante fra i rappresentanti delle Regioni e quelli dei ministeri. E a riguardo sono auspicabili le prime conclusioni entro la fine di febbraio”.

L’assessore del Piemonte, a nome di tutti gli altri partecipanti, ha definito l’incontro “utile e importante: ha consentito di porre le basi per garantire un’applicazione omogenea del piano su tutto il territorio nazionale”.

 

 

Via libera al Piano nazionale: le notizie del 20 gennaio

Approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni il piano nazionale dei vaccini 2017-2019. “È una giornata importante per l’affermazione della politica di prevenzione nel nostro Paese”, ha commentato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché governatore dell’Emilia-Romagna. Il via libera sarà ratificato ufficialmente durante la Conferenza Stato-Regioni.

Prevenzione anche per il ritorno di vecchie patologie

“Il tema vaccinazioni – ha aggiunto Bonaccini – è fondamentale per un approccio serio in termini di prevenzione sia rispetto al riaffacciarsi di patologie che credevamo ormai definitivamente superate, sia rispetto alle coperture necessarie per altre gravi malattie e per le fasce più deboli della popolazione”.

Allargare la vaccinazione a nuove fasce della popolazione

“Abbiamo dato l’intesa al piano vaccini, su quale in realtà ci eravamo già espressi positivamente a novembre 2015, con un duplice obiettivo. Da un lato mantenere l’attuale copertura rispetto alla polio, cercare di sconfiggere definitivamente morbillo e rosolia. Dall’altro allargare le vaccinazioni – ha concluso Bonaccini – per alcune fasce della popolazione penso a pneumococco e zoster per gli anziani e anti meningococco negli adolescenti, rotavirus e varicella per i bambini”.

Una richiesta delle Regioni al governo

“Al via libera all”intesa” al Piano nazionale vaccini, si accompagna una “richiesta da sottoporre al Governo”: afferma il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità e assessore in Piemonte, Antonio Saitta.

“Chiediamo – chiarisce Saitta – che quando saranno ripartite delle risorse di cui alla Legge di Bilancio, sia definita con puntualità la tempistica del calendario vaccinale.

 Fra gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 oltre al mantenimento dello stato polio-free, l’esigenza di raggiungere in tempi rapidi gli stati morbillo-free e rosolia-free, ricordati da Bonaccini, c’è l’anti Papillomavirus anche per gli adolescenti maschi, la necessità migliorare l’approvvigionamento e la logistica del sistema vaccinale. Bisogna poi perseguire una maggiore consapevolezza della popolazione rispetto alle vaccinazioni anche attraverso specifiche campagne, andare avanti sulla strada dell’informatizzazione delle anagrafi vaccinali, e coinvolgere – ha concluso Saitta – in modo ancora più stringente i professionisti sanitari nella cultura delle vaccinazioni”.

Rossi (Toscana): “Il piano vaccini andava fatto prima”

“Il Piano vaccini è una buona cosa, che però doveva essere fatta anche prima. Forse non si dovevano criminalizzare i vaccini antinfluenzali come avvenne qualche anno fa. L’inizio della catastrofe è iniziata lì; poi per recuperare ci vuole pazienza, determinazione e volontà”: afferma il governatore della Toscana, Enrico Rossi, a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni.

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