Daria Bignardi: “Renziana io? Guardate l’intervista…” (video)

Il giorno dopo l’ufficializzazione della sua nomina a direttrice di Rai3, Daria Bignardi nega l’etichetta di renziana di ferro che le hanno incollato addosso nelle ultime ore. Forse ha ragione Freccero che in un’intervista al Fatto di ieri ha detto di aver fatto di tutto per evitare questa nomina, ma che Campos Dall’Orto ha garantito personalmente sulle qualità della direttrice delle Invasioni barbariche.

“Andatevi a vedere l’ultima intervista a Renzi”

“Io renziana? Andatevi a sentire la mia ultima intervista al premier alle `Invasioni Barbariche´. Non lo trattai benissimo e sui social in molti mi attaccarono per questo. Si tratta di sciocchezze, noi dobbiamo solo lavorare. Non sarà una cosa facile ma bellissima”: la Bignardi, nuovo direttore di Raitre replica a quanti la accusano di essere vicina a Matteo Renzi e aggiunge: “Noi non siamo assunti a tempo indeterminato, abbiamo un contratto di 3 anni. Giudicherete dopo il nostro lavoro”.

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Quanto ai suoi flop di cui si è molto parlato spiega: “Quella degli insuccessi è una leggenda metropolitana. Prendetevi la briga di guardare le medie ascolti: ha fatto il 4% sempre. Non ci sono flop, l’anno scorso ci furono solo incomprensioni con l’editore” (quello de La7, Urbano Cairo che non le ha rinnovato il contratto).

Ieri le nomine in Cda

Sono arrivate in Cda le nuove nomine della Rai per la direzione delle tre reti più Rai4 e lo sport.

“Porteremo in Cda la nomina di due direttori donna nelle reti in un’azienda che non ne ha mai avuta una. A Rai Uno ho proposto la nomina di un dirigente che sarà il più giovane direttore della Rai. Questi nomi sono la chiara espressione delle nostre ambizioni”: ha detto il direttore generale della tv pubblica, Antonio Campo Dall’Orto, ieri in audizione in Commissione di Vigilanza.
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Il via libera del Cda
Il consiglio di amministrazione Rai ha dato il via libera alle nomine proposte dal dg Antonio Campo Dall’Orto.
Secondo quanto si è saputo, solo i due consiglieri indicati dal centro-destra, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca, hanno espresso parere contrario. Il nuovo direttore di Rai1 è Andrea Fabiano, di Rai2 Ilaria Dallatana, di Rai3 Daria Bignardi, di Rai4 Angelo Teodoli e di RaiSport Gabriele Romagnoli.
Per bloccare le nomine, secondo la nuova legge, erano necessari sette voti contrari, che non ci sono stati nemmeno lontanamente. Ma c’è da registrare una forte polemica del sindaco interno Usigrai, che parla di “schiaffo”:
La nuova legge dà più potere al direttore generale
La nuova legge – ha continuato Dall’Orto –  “ha dato più potere ma anche più responsabilità all’amministratore. Per questo mi sono assunto la responsabilità di proporre ai consiglieri queste nomine basate sul principio del pluralismo culturale. E questa la vera cesura rispetto alla politica. Abbiamo agito in modo tale che il rinnovamento sia basato sulle competenze”.
Ma fin dal pmeriggio di ieri si è registrata una dura polemica dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti di viale Mazzini, che ha criticato l’uso degli esterni.

Scelti diversi nomi a sorpresa

Antonio Campo Dall’Orto ha scelto il nome per Rai3: a sorpresa è Daria Bignardi, 55 anni. La giornalista torna così in Rai dopo la non felice esperienza dell’Era Glaciale su Rai2 (2009), dove aveva provato a replicare l’esperienza delle Invasioni Barbariche su La7 (sotto i video con l’intervista a Virginia Raffaele e a Mario Monti, con relativa adozione del cagnolino). Ci sono anche le nomime di Rai1, Rai2 e Rai4. Si ipotizza un ruolo di coordinatore per Giancarlo Leone. Si ribella l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, contro le troppe nomine esterne,

Le nomine delle altre reti

La notizia è stata riportata tra i primi dal FattoQuotidiano.it. Ma poi, nel giro di breve tempo, è arrivato l’elenco completo dei nuovi direttori di rete:

  • Rai 1: Andrea Fabiano
  • Rai 2: Ilaria Dallatana
  • Rai 3: Daria Bignardi
  • Rai 4: Angelo Teodoli
  • Raisport: Gabriele Romagnoli
  • Rai Pubblicità: Antonio Marano

 

Le biografie dei neo direttori

Andrea Fabiano

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Nato a Bari il 17 maggio 1976, non ancora 40 anni, è il più giovane direttore nella storia di Rai 1. Vice del direttore uscente Giancarlo Leon, è entrato in Rai alla fine del 1999 presso la direzione marketing. In questi anni e fino al 2015 ha l’opportunità di conoscere in profondità l’azienda e di instaurare solidi rapporti umani e professionali che gli hanno consentito di diventare vice direttore di Rai 1. Ottima conoscenza della lingua inglese e comprovata esperienza nel campo del marketing e del prodotto audiovisivo, è un profondo conoscitore della rete e delle sue potenzialità in un’ottica di futuro e di innovazione.

Ilaria Dallatana

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Nata a Parma il 10 giugno 1966, è una affermata manager televisiva che ha maturato la sua esperienza professionale sia a livello nazionale che internazionale, andando a ricoprire ruoli direttivi sia nell’ambito dei broadcaster che in quello della produzione di programmi. Nel 2001 ha fondato Magnolia, è stata socia di Giorgio Gori e ha fatto da consulente per Mediaset.

Daria Bignardi

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Nata a Ferrara nel 1961, è giornalista, scrittrIce, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici.

Angelo Teodoli

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Ha iniziato a lavorare in Rai nel 1983. È stato vicedirettore di Rai1, direttore dei palinsesti e dal novembre 2012 direttore di Rai2.

Gabriele Romagnoli

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Attualmente una delle firme di punta di Repubblica sullo sport, è giornalista e scrittore. Ha collaborato con numerosi quotidiani e periodici ed è stato a lungo inviato all’estero (New York, Cairo e Beirut). Ha diretto il mensile Gq. Ha scritto numerosi libri ed ha firmato sceneggiature per cinema, teatro e televisione. Lo sport è la sua grande passione.

Antonio Marano

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Nato ad Ascoli Satriano il 22 febbraio 1956, nel 2009 viene nominato vicedirettore generale e nel 2012 diventa commissario straordinario al Festival di Sanremo 2012 dopo le polemiche innescate da Adriano Celentano contro i giornali cattolici Avvenire e Famiglia Cristiana. Una vita trascorsa a viale Mazzini, nel 2010 viene condannato per aver sospeso Sciuscià, il programma di Michele Santoro. Ha avuto problemi con strascichi giudiziari non ancora definitivi anche per l’espulsione del giornalista Massimo Fini dalla Rai e la soppressione del suo programma, Cyrano, non ancora dato in onda.

 

Si ribella l’Usigrai

L’Usigrai, il potente sindacato unico dei gironalisti Rai – dopo alcune ore – parla di “uno schiaffo” contro chi lavora in Rai. In una nota, il sindacato scrive: “Nei fatti una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti della Rai. Se fossero veri i nomi che domani saranno proposti dal Dg al Consiglio di Amministrazione, saremmo di fronte a un fatto grave. Salvo l’eccezione di Rai1, l’ennesima infornata di esterni. Evidentemente il Dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci sono professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo. Si dà corpo così al pregiudizio che l’Usigrai ha denunciato da subito, nei confronti di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per il Servizio Pubblico, assicurando il primato alla Rai in termini di ascolto e credibilità”.
Ma – a stretto giro – il direttore generale ha poi risposto alle critiche dell’Usigrai e di alcuni esponenti politici ribadendo la qualità delle sue scelte.

La polemica continuerà anche domani, gironate dedicata ufficialemnte alle nomine.

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