Mercurio nel pesce, l’Efsa: “Ai bimbi non più di mezza porzione a settimana”

Limitare al massimo il consumo di tonno fresco, pesce spada, luccio, nasello e molluschi.
È il consiglio dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che di recente ha raccomandato agli stati europei di esaminare il consumo medio nazionale di queste specie ittiche.
Le ultime valutazioni in merito ai benefici e ai rischi legati all’assunzione di questi pesci, spesso ricchi di mercurio, portano infatti a sconsigliarne l’ingestione: in alcuni paesi, dove il consumo di pesce spada, tonno e molluschi è particolarmente elevato,  si è visto come determinati gruppi di popolazione, in particolare i bambini sotto i tre anni e quelli tra i 3 e i 10 anni, abbiano raggiunto la soglia di sicurezza legata all’ingestione di mercurio prima ancora di avvicinarsi ai livelli di assunzione consigliati per questi alimenti. E ciò perché tali specie sono troppo ricche di inquinanti.

 

“Effetti neurotossici”
A questo proposito, l’Efsa ha anche sottolineato che i bambini regolarmente esposti al metilmercurio in quantità superiori alla dose settimanale tollerabile devono essere considerati a rischio di sviluppare gli effetti neurotossici causati dal metilmercurio.

 

“Dose massima raggiunta già con 1,4 porzioni”
Al momento, l’unico modo per evitare il rischio degli effetti negativi del metallo sulla salute, è limitare l’assunzione delle specie che ne sono più ricche.
A questo proposito l’analisi dell’Autorità ha rilevato che i bambini da 1 a tre anni raggiungono la dose settimanale tollerabile di metilmercurio già con 1,4 porzioni di pesce a settimana, mentre, per godere dei benefici nutrizionali di questi pesci sarebbero necessario arrivare a 2,4 porzioni.

 

“Dai 3 ai 10 non più di mezza porzione”
Nei bambini dai 3 ai 10 anni, la soglia massima tollerabile si raggiunge già con mezza porzione, mentre sul fronte dei benefici sarebbe raccomandata una porzione.
Va meglio per i ragazzini  tra i 10 e i 17 anni: 0,7 porzioni costituiscono il limite sul fronte del rischio e la quantità raccomandata dal punto di vista dei benefici.

 

Meno problemi per gli adulti
Col crescere dell’età, fortunatamente, il rapporto s’inverte. Negli adulti tra i 18 e i 64 anni, la soglia di rischio è costituita da 0,8 porzioni, ma i benefici richiedono 0,6 porzioni.
Le donne fertili tra i 18 e i 45 anni, non dovrebbero superare le 0,7 porzioni (ma per ricevere i benefici nutrizionali del pesce ne dovrebbero assumere 0,9). Infine gli anziani, la cui soglia massima di assunzione è 1,1 porzione ogni sette giorni, ma i benefici si hanno già con 0,7 porzioni.

 

Problemi per i “freschi”
Quali i prodotti interessati da questo allarme? Dovrebbro essere al sicuro i tonni in scatola, in cui, per legge, le aziende devono verificare attraverso test e controlli l’assenza di mercurio (o la presenza entro certi limiti). Più a “rischio” i prodotti non confezionati. Come scrive il Fatto Alimentare, nei primi nove mesi del 2014, il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti (Rasff) ha segnalato 60 casi di prodotti contaminati distribuiti in Italia, di cui il 70% dal pesce congelato importato dalla Spagna, Portogallo e Vietnam.
La norma europea sulla presenza di mercurio prevede un limite massimo di 0,5 mg/kg, che raddoppia per i pesci di grossa taglia. Nei lotti sequestrati si riscontrano fino a 4-5 mg/kg.

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