Milano: è morto anche il quarto operaio della Lamina

È morto anche Giancarlo Barbieri, 62 anni, uno degli operai coinvolti nell’incidente alla Lamina avvenuto martedì scorso, che aveva provocato la morte di altre tre persone, compreso il fratello dell’ultima vittima, Arrigo. I medici dell’ospedale San Raffaele hanno quindi decretato la morte dell’uomo anche dal punto di vista legale.

 

La morte cerebrale dichiarata il pomeriggio del 18 gennaio

Diventano 4 le vittime dell’incidente della Lamina. È in corso l’accertamento di morte cerebrale per Giancarlo Barbieri, 62 anni, uno degli operai coinvolti nell’incidente avvenuto martedì, che ha provocato la morte di altre tre persone, compreso suo fratello Arrigo.

L’uomo si trova nel reparto di terapia intensiva cardiochirurgica dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il periodo di osservazione per decretarne la morte è di 6 ore dall’inizio dell’accertamento.

Omicidio colposo plurimo: le notizie del 17 gennaio

La procura di Milano indaga con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo sull’incidente avvenuto alla Lamina, in via Rho, nel quale sono morti 3 operai, mentre un quarto resta ricoverato in condizioni gravissime. Come atto dovuto, per il sequestro della fabbrica e per gli accertamenti, verranno iscritti nel registro degli indagati il responsabile legale dell’azienda e probabilmente altre figure, come i responsabili della sicurezza.

Le vittime

Ieri alla Lamina, ditta di laminati, hanno perso la vita Marco Santamaria di 43 anni, Giuseppe Setzu, di 49, Arrigo Barbieri di 58. L’unico sopravvissuto è Giancarlo Barbieri, di 62 anni, fratello di Arrigo, che resta ricoverato in condizioni disperate. Migliorano invece quelle di Alfonso Giocondo di 48 anni e Costantino Giampiero di 45, che hanno dato l’allarme, intossicati in misura meno grave nel tentativo di salvare gli altri. I carabinieri stanno lavorando con l’Ast per capire se ci siano stati errori umani o si sia trattato di un problema della strumentazione.

Incidente sul lavoro a Milano: morti 3 operai, un altro gravissimo, le notizie del 16 gennaio 2018

Sono morti 3 dei 4 operai che ieri pomeriggio sono rimasti intossicati da esalazioni tossiche durante le operazioni di pulizia di un forno all’interno di una ditta di materiali ferrosi in via Rho, a Milano. All’arrivo del 118 le loro condizioni erano già disperate, sono morti poco dopo il trasporto in arresto cardiaco all’ospedale di Monza e al Sacco di Milano. Un altro intossicato è in gravisisme condizioni.

In tutto i lavoratori coinvolti sono sei e i sopravvissuti si trovano al San Raffaele, dove sono arrivati in arresto cardiocircolatorio.

Che cosa è successo

“Un mio collega ha gridato perché ha visto un uomo a terra. Io, seguendo la procedura, sono uscito fuori per aspettare i soccorsi. I primi sono arrivati dopo tanto tempo, almeno mezz’ora”: racconta Pasquale Arcamone, uno degli operai della Lamina, l’azienda di Milano in cui si è verificato oggi l’incidente mortale.

“Sono in questa azienda da 28 anni e non è mai successo nulla. La Lamina è sempre stata attenta alla salute, non capisco come sia potuto accadere. Un mese fa hanno fatto anche i controlli ai sensori. Ma oggi non è suonato nessun allarme. Il nostro titolare è molto attento alla sicurezza. Se qualcuno non indossa le protezioni prende un euro di multa che poi va in beneficenza”.

Le campane in cui è avvenuto l’incidente, ha spiegato l’operaio, sono larghe due metri e alte circa quattro. Immediato il cordoglio espresso dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, come mostra il tweet qui sopra.

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