Roma, niente bambini al ristorante, il proprietario: “Non è una nursery”

“In questo locale non è gradita la presenza di bambini”. Dunque in un ristorante di Roma a loro è negato l’ingresso. Si tratta del locale “La Fraschetta del pesce” che ha affisso tanto di cartello per avvisare del divieto. Cartello che non sta piacendo ai romani, che stanno montando su tutto le furie in rete e fuori.

Nel dicembre 2014 c’era stato un altro episodio simile nel quartiere Pigneto della Capitale con i genitori che avevano costretto il gestore a chiedere scusa.

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“Niente passeggini e seggioloni”

Sull’avviso si legge che il divieto scaturisce da “episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione” e vale per i “bambini minori di anni 5 nonché l’ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio. Certi della vostra comprensione si ringrazia la clientela”. Firmato il comandante, cioè il proprietario.

Su Trip Advisor: “Divieto pseudo razzista”

“Un divieto pseudo razzista esposto con sfrontata evidenza, anacronistico e inconcepibile perché rivolto al fior fiore dell’umanità, all’anima della nostra specie”, scrive un cliente sul sito Trip Advisor. Ma non è mancata la risposta del ristoratore: “Sono il Comandante, la mia scelta è stata studiata e ristudiata e di conseguenza approvata. Di sicuro non è immorale e non capisco il vostro accanimento. Se volevo bambini e passeggini aprivo una nursery e non un ristorante”.

“Colpa dei genitori se i bambini fanno casino”

Quando la notizia ha iniziato a montare, il ristoratore è stato intervistato da Radio Cusano Campus. “Non mi aspettavo tutto questo clamore”, ha detto. “Io sono nonno, ho dei nipoti anche io. Non ce l’ho con i bambini, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che non sanno educare i propri figli. Io quando andavo da bambino al ristorante con mio papà, lui mi diceva ‘stai buono, se ti muovi ti spacco le gambe’. Oggi invece i bambini fanno un casino. E poi per i passeggini non ho proprio spazio. È proprio una questione materiale, questi passeggini sembrano tutti suv, occupano un sacco di posti”.

“In tanti la pensano come me”

Infine aggiunge il ristoratore romano: “Tanti miei colleghi hanno lo stesso problema, ma non hanno il coraggio di dirlo. Io invece sono uscito allo scoperto. Tante volte mi è capitato di richiamare i genitori che avevano letteralmente abbandonato i propri figli all’interno del locale. Vanno in giro, si nascondono sotto ai tavoli, a volte c’è anche il rischio che si facciano male. Un bambino una volta si è infilato sotto al tavolo di due coppie e gli è quasi cascata in testa la coppa del ghiacchio. Il bimbo poteva farsi male seriamente, ma la mamma invece ha continuato a chiacchierare come se niente fosse”.

Nella foto qui sopra: uno dei piatti tipici del ristorante “incriminato”

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