Il fidanzato di Ashley su Internet: “Mostruosità irreparabile”

Poche righe, affidate a Internet, per ricordare la fidanzata, Ashley Olsen, ringraziare gli investigatori e prenderla con quel pezzo di stampa che ha formulato congetture sulla vita privata della vittima americana di 35 anni. Lo ha fatto Federico Fiorentini, coetaneo della donna. “Voglio ringraziare la squadra omicidi e tutti coloro che si sono adoperati a risolvere questa mostruosità irreparabile”, scrive Federico.

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“Rari giornalisti hanno dimostrato rispetto e serietà”

“Ringrazio i veri amici di Ashley: Pernille, Hildur, Marielle e Marvin”, aggiunge l’artista pubblicando altre fotografie di lui e della fidanzata. “Questi sono i primi che mi vengono in mente. Ringrazio, anche, i rari giornalisti che hanno dimostrato rispetto per il dolore e serietà professionale. Ashley con la sua grazia e la sua gentilezza rimarrà nei pensieri e nei cuori di chi la ama. Il mio abbraccio va alla famiglia di Ashley e agli amici che mi sono stati vicini”.

Ashley Olsen, il senegalese confessa: “Ma non volevo ucciderla”: le notizie del 14 gennaio

Cheik Diaw (nella foto d’apertura con Ashley Olsen, il pusher di 25 anni già noto alle forze dell’ordine e ora accusato di omicidio volontario aggravato, ha confessato: “Sono stato io, ma non volevo ucciderla”. Interrogato dal pm Giuseppe Creazzo fino alle 5.30 di questa mattina, 14 gennaio, il giovane, di nazionalità senegalese, ha raccontato che alla fine di quella notte lei non voleva che restasse a casa sua, voleva mandarlo via, scatenando una lite rivelatasi fatale.

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La donna ha una frattura alla testa

Forse così l’americana, 35 anni, si è procurata una frattura al cranio emersa durante l’autopsia. Nel racconto di Cheik Diaw, prima c’era stato un rapporto sessuale e poi il litigio. Lui la spinge, lei perde l’equilibrio e cade battendo la testa. I segni intorno al collo, sempre secondo la versione del pusher che spaccia cocaina, sarebbero dovuti al tentativo di rialzarla. Escluso il gioco erotico finito male.

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Il procuratore: “I due forse non erano lucidi”

A casa della donna gli investigatori hanno anche trovato un profilattico. Sparita, oltre al cellulare, anche la sua borsa mentre sotto sequestro sono finiti cavetti di computer, abiti, lenzuola e materiale cartaceo. “È possibile che i due protagonisti non fossero lucidi”, ha detto il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo nel corso della conferenza stampa di oggi, giovedì 14 gennaio. Aspettiamo gli esami tossicologici su Ashley. Abbiamo elementi per pensare che avessero assunto sostanze, alcol di sicuro, forse altro. Non risulta che si conoscessero”.

 

Il fermo grazie a telecamere e dna: le notizie del 14 gennaio

C’è un fermato per l’omicidio di Ashley Olsen, l’americana di 35 anni trovata strangolata sabato scorso nella sua casa dell’Oltrarno Fiorentino.

L’uomo è accusato di omicidio aggravato ed il fermo è stato disposto dalla procura di Firenze: si tratta di un extracomunitario, un senegalese, attorno ai 25 anni, già noto alle forze dell’ordine per questioni di droga. Sarebbe stato lui ad uccidere la giovane donna statunitense, forse dopo un rapporto di tipo erotico.

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Il fermo dopo l’esame del Dna

La risposta che ha fatto scattare il fermo sarebbe arrivata dall’esame del Dna.
L’uomo non era un amico di Ashley, ma lei avrebbe frequentato e incontrato anche dopo aver trascorso una parte della sua ultima notte in un locale notturno di Firenze.

Il fermo del senegalese è arrivato nella tarda serata di ieri, a conclusione di una giornata in cui la polizia scientifica ha trascorso dieci ore nella casa della donna per compiere un accurato sopralluogo.

 

Un incontro legato alla droga

L’incontro dell’uomo con Ashley potrebbe essere legato ai rapporti dell’uomo con gli ambienti legati alla droga e potrebbe poi aver avuto uno “sviluppo” erotico. Nel caso ci sia stato un rapporto sessuale, al momento l’autopsia non ha chiarito se sia stato consenziente.

 

Da ieri si stringeva il cerchio

Si sta stringendo il cerchio intorno ai sospetti l’omicidio di Ashley Olsen e da quando si apprende da fonti investigative una in particolare starebbe attirando l’attenzione degli inquirenti. Al momento non sono stati forniti ulteriori particolari, se non che l’uomo sarebbe uno spacciatore latino-americano, che Ashley frequnetava di tanto in tanto e per il quale aveva litigato con le amiche la sera della sua morte, ma fondamentali sarebbero state le immagini delle telecamere di sicurezza.

Tra l’altro contro di lui sarebbero state indirizzat ele scitte lasciate dalle amiche all’esterno della casa della giovane Usa.

 

L’ipotesi del gioco erotico stasera da Vespa: le notizie del 13 gennaio

Stasera la puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa lancerà l’ipotesi – presente fin dalle prime ore – di un gioco erotico degenerato per errore. Ashley – si ricorda – è stata trovata con indosso soltanto i calzini.

Intanto la scientifica ha passato nel corso dlela giornata per dieci ore al setaccio l’abitazione dell’americana.

 

Ashley Olse non ha lottato, strangolata con un laccio: le notizie del 12 gennaio

Forse è stato gettato nell’Arno, che scorre a qualche decina di metri. Non si trova ancora ancora il telefono cellulare di Ashley Olsen, che non è stato trovato nel corso delle prime perquisizioni della sua abitazione. Secondo le prime informazioni, sarebbe staccato da venerdì, la mattina dopo l’ultima volta che è stata vista viva. E poi c’è una confezione di fascette perché – secondo gli inquirenti – potrebbero essere state usate per uccidere la donna. Che però sia morta per strangolamento (oltre che con le fascette, forse con un laccio o una corda) è confermato dai primi risultati dell’autopsia condotta all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Careggi. Ora i tamponi dovranno accertare se ha subito violenza sessuale.

 

Altri elementi che emergono dopo l’esame della salma, dicono che Ashley non ha lottato e gli inquirenti pensano che abbia aperto lei la porta al suo assassino. Ancora in attesa per il nulla osta alla sepoltura, mentre si passano al vaglio i video della notte tra l’8 e il 9 gennaio, quando la giovane è stata uccisa dopo essere rientrata.

Un giallo consumato in 50 metri quadrati

Sono tanti i misteri che si addensano sulla fine dell’americana di 35 anni trovata morta sulla sua abitazione fiorentina, in vico Santa Monaca 3, vicino al Ponte Vecchio, 50 metri quadrati con un soppalco in cui Ashley viveva con Scout, il suo inseparabile beagle. E quello che gli investigatori si sentono di escludere è la rapina. “Ha aperto lei la porta di casa, si fidava”, dicono. E poi gli abiti erano stati sfilati, non strappati con la forza, senza considerare che il cane non ha abbaiato.

 

Ashley Olsen: chi c’era con lei l’ultima notte?: le notizie dell’11 gennaio

Regge per gli investigatori l’alibi di Federico Fiorentini, il fidanzato di Ashley Olsen (con lei nella foto in basso), l’americana strangolata a Firenze. L’uomo, 42 anni, pittore, fiorentino, al momento non è quindi un sospettato. Il suo racconto è ritenuto lineare.

Allora chi c’era con Ashley l’ultima notte?

 

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Gli incontri dell’ultima notte

Dunque, escluso il fidanzato, gli investigatori si stanno concentrando sugli incontri della donna nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Lei era andata al Montecarla, l’ultimo posto in cui è stata vista viva e, secondo gli inquirenti, non è escluso che possa essere stata uccisa da qualcuno incontrato, magari occasionalmente, proprio nel locale.

Su Instagram: “Ho uno stalker”

“I have a stalker, ho uno stalker”, scriveva Ashley in un post su Instagram a corredo di una foto di lei mentre passeggia col cane beagle Scout. Ma sembra una frase scritta per scherzo con chi le ha scattato, dall’alto, l’immagine, sorprendendola di spalle, mentre cammina in strada nel rione di San Frediano a Firenze. Così viene valutata questa foto, al momento, in ambienti investigativi: per ora non risultano né denunce né segnalazioni di stalking. Il post di Instagram è datato 12 settembre. Ashley commenta la foto anche con altri hashtag in un inglese gergale.

Vittima di un omicidio d’impeto, sentito a lungo il fidanzato

È stata strangolata Ashley Olsen, la cittadina Usa di 35 anni, trovata nel suo appartamento nell’Oltrarno di Firenze. Lo confermano i primi accertamenti compiuti dai poliziotti della squadra mobile e dal medico legale.

A trovare la donna, che viveva da alcuni anni a Firenze e spesso faceva la baby sitter o – più spesso – la dog sitter, è stato il fidanzato, Federico Fiorentini (nella foto sotto insieme alla vittima), un artista italiano quotato, frequentatore del quartiere bohèmien in Oltrarno. Timida e silenziosa, Ashley era nota a tutti come una persona gentile ma schiva. Il fidanzato ha detto che non la vedeva da tre giorni, dopo un litigio con Ashley.

 

Un delitto d’impeto

Ashley Olsen, seocndo gli inquirenti, che si sono fatti un’idea col passare delle ore e verificando più ipotesi, sarebbe stata vittima di un omicidio d’impeto, non premeditato, maturato forse nel corso di una lite degenerata.

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Anche per stabilire questo, però, sarà decisiva l’autopsia prevista per oggi all’istituto di medicina legale di Firenze. In base alle prime ricostruzioni, Ashley non avrebbe lottato con l’aggressore e potrebbe esser stata uccisa anche con l’aiuto di un oggetto presente in casa, forse una catenina. Escluso qualunque segno di violenza sessuale.

 

È uscita con delle amiche nella sera tra il 6 e il 7 gennaio

 

Verifiche degli investigatori sarebbero in corso per definire l’esatta dinamica dell’omicidio. In particolare la polizia vuole precisare se il corpo è sempre stato dove ritrovato, o se vi sia stato trascinato. Ashley è stata vista da alcune amiche la sera tra il 6 e il 7 gennaio. Insieme sarebbero state in un locale dell’Oltrarno , poi lei sarebbe andata a casa e non l’avrebbero più contattata.

Potrebbero essere decisive le immagini delle telecamere di sorveglianza nei pressi dell’appartamento della donna. In particolare una posta all’incrocio tra la piccola via in cui abitava Ashley ed una strada più trafficata ed un altra poco distante che potrebbero aver inquadrato l’assassino.

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Le prime indagini partite dal fidanzato pittore

 

Oltre al fidanzato, che ha trovato il cadavere insieme alla proprietaria della casa in cui viveva la giovane donna, in questura sono stati ascoltati anche alcuni amici di Ashley.Nell’inchiesta per omicidio aperta dalla procura di Firenze non ci sono ancora indagati e tutte le persone ascoltate sono state congedate dagli investigatori che si attendono alcune importanti risposte dall’autopsia.

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“Non la vedevo da tre giorni”

Secondo quanto ha dichiarato, l’uomo, allarmato, ha chiesto alla proprietaria della casa di portargli le chiavi e di andare con lui a vedere cosa fosse accaduto. I due sono stati ascoltati per ore in questura. Nell’inchiesta aperta per omicidio al momento non ci sono indagati. Unico testimone il suo amatissimo beagle, col quale compare in tutte le foto (anche nellì’immagine sotto).

 

 

Il fidanzato è un pittore molto quotato

La morte della giovane sarebbe avvenuta nelle ultime 48 ore, ma probabilmente non molto a ridosso del ritrovamento del cadavere, scoperto nel pomeriggio. Ashley aveva lasciato gli Usa per stare vicino al padre, insegnate e anche lui, come la figlia, legato al mondo dell’arte. Artista anche il fidanzato fiorentino, pittore abbastanza quotato.

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