Bonus tv fino a 50 euro per gli acquisti: i requisiti per richiederlo

Al via il nuovo bonus tv: uno scontro praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato che è disponibile per le famiglie con una fascia Isee non superiore ai 20.000 euro. Gli incentivi serviranno all’acquisto di nuovi televisori o decoder che consentano la ricezione del segnale Dvb-T2. A partire dal prossimo anno e fino al 2022 è infatti previsto il passaggio dal digitale terrestre attualmente in uso (Dvb-T1) al nuovo standard. I consumatori quindi avranno due anni di tempo per adeguarsi.

I moduli

Per questo motivo, già il governo Gentiloni aveva previsto incentivi da 151 milioni di euro. Un mese fa era stato pubblicato il decreto interministeriale di Mise e Mef che definisce i criteri per l’elargizione del bonus, entrato in vigore oggi, cioè dopo 30 giorni. A beneficiare dello sconto è per il momento solo chi appartiene alle fasce Isee I e II. Sul sito del ministero dello Sviluppo economico è presente un fac-simile della domanda: il bonus avrà un valore fino a 50 euro e sarà disponibile fino al 31 dicembre 2022 o all’esaurimento delle risorse stanziate. La fase transitoria, quindi lo swtich-off dal Dvb-T1 al Dvb-T2, durerà infatti due anni: fino a luglio 2022. La transizione sarà simile a quella già vissuta pochi anni fa, con il passaggio dall’analogico al digitale conclusosi nel 2012.

Le caratteristiche

Dal primo gennaio 2017 i commercianti hanno avuto l’obbligo di vendere solo televisori già compatibili con la nuova ricezione del segnale, mentre i produttori si sono dovuti adeguare da luglio 2016. Del passaggio al nuovo segnale digitale si parla infatti già da tempo. L’aggiornamento nasce dalla necessità di liberare alcune frequenze mobili della banda 700 (compresa tra i 694 e i 790 MHz) per il servizio di telefonia mobile 5G: lo standard che permetterà, secondo le aspettative dell’Unione europea, di connettersi senza fili per ricevere dati alla velocità di 10 gigabit al secondo, circa 100 volte di più della connessione 4G. Sono le frequenze vendute a 6,5 miliardi di euro all’asta dell’ottobre 2018, a cui hanno partecipato tutti i principali protagonisti delle telecomunicazioni in Italia: Wind 3, Vodafone, Telecom Italia, Fastweb e Iliad.

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