Referendum: cresce il vantaggio del No, due mesi fa il Sì avanti di 8 punti

I sondaggi – si sa- dopo la Brexit e la vittoria di Trump vanno presi con le molle. Oggi è l’ultimo giorno in cui sarà possibile riferire l’andamento delle opinioni sul prossimo referendum costituzionale. Ma, secondo gli ultimi sondaggi sul referendum costituzionale del 4 dicembre il fronte del No sta guadagnando punti.

Uno dei più espliciti è il professor Ilvo Diamanti su Repubblica. “A due settimane dal referendum costituzionale – scrive – gli orientamenti di voto sembrano definiti. Infatti, nell’ultimo periodo, il No ha allargato il proprio vantaggio. Secondo il sondaggio condotto nei giorni scorsi da Demos per Repubblica, ha raggiunto il 41%, mentre il Sì è sceso al 34%. La distanza è, dunque, di 7 punti, mentre il mese scorso era di 4. E in settembre di 8, ma a favore del Sì. In due soli mesi, dunque, le posizioni si sono decisamente invertite. E il No ha recuperato ben 15 punti”.

Per la Ipsos vi sono dieci punti di distacco

Secondo la rilevazione Ipsos per il Corriere della sera, sarebbe al 55% contro il 45% di sì; 41% di No contro 34% di sì è invece l’esito del sondaggio Demos per la Repubblica, mentre Piepoli per La Stampa dà il No al 54% contro il 46% di sì.

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Ma decideranno gli “indecisi”…

Emerge chiaramente il fatto che saranno decisivi quegli indecisi che rappresentano ancora un’alta percentuale di votanti: il 13% secondo Ipsos, il 25% secondo Demos, il 24% secondo Piepoli.

Ancora molto alto il numero degli astenuti

Ma emerge anche con grande forza che una buona parte di italiani non andrà ai seggi: secondo i sondaggi Ipsos il 46,5% degli aventi diritto al voto se ne resterà a casa, mentre stando a Nicola Piepoli “la maggioranza della popolazione andrà a votare. Non si tratterà del 90%, come dice il nostro sondaggio, ma probabilmente si supererà il 50% e potremmo arrivare a 30 milioni di voti validi”.

Una sorta di giudizio su Renzi

Altra particolarità che emerge è che l’appuntamento con le urne viene interpretato sempre più come un referendum su Renzi e sempre meno sulla Costituzione: secondo i dati Demos, se a settembre il 26% degli intervistati riteneva che si trattasse di un voto sulla riforma della costituzione e il 57% lo interpretava invece come un referendum sul premier, ora le percentuali sono diventate rispettivamente del 25% e del 62%. E ancora, stando al sondaggio Ipsos, c’è stato un progressivo calo del fronte del Sì tra gli elettori dei partiti di opposizione: “Rispetto a ottobre – scrive il sondaggista Nando Pagnoncelli sul Corriere – il Sì passa dal 40% al 31% tra gli elettori di Forza Italia, dal 21% al 13% tra quelli della Lega e dal 19% al 15% tra i grillini”.

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