Venezia: poliziotto uccide la moglie e si spara, i due si stavano separando

I corpi di un uomo, Luigi Nocco, ispettore della polizia di Stato, e di sua moglie, Sabrina Panzonato, infermiera, sono stati trovati morti, uccisi da colpi di pistola. È accaduto intorno alle 8 di ieri mattina, giovedì 17 agosto, a Dogaletto di Mira, nel veneziano. I cadaveri erano nei pressi della casa della coppia, in via Trieste (la villetta nella foto sotto), dove i due si erano trasferiti da poco. È confermata l’ipotesi che di omicidio-suicidio. Sul posto carabinieri e i colleghi della polizia.

A quanto si è saputo dopo l’omicidio-suicidio la coppia aveva problemi e i due si stavano separando.

Il poliziotto e l’infermiera abitavano da poco a Dogaletto e vi si erano trasferiti da Marghera.

Avevano due figli

La coppia aveva due figli, un bambino di 12 anni e una ragazza di 15, assenti al momento della tragedia perché al mare con i nonni. Per ora si sa che si tratta di marito e moglie, infermiera all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Nell’abitazione sono giunti anche gli operatori del 118, ma non c’era più nulla da fare. Via Trieste è una strada di campagna e al momento è stata chiusa per consentire i rilievi degli investigatori.

Colpo a bruciapelo

Secondo le prime informazioni, il poliziotto, che lavorava all’ufficio immigrazione di Marghera (dipendente dalla questura di Venezia) e che in questi giorni era in ferie, avrebbe sparato a bruciapelo alla moglie, che è morta sul colpo. Tutto ha preso origine da una lite scoppiata in casa. Poi la donna, prima della ferita mortale, avrebbe tentato la fuga scappando fuori di casa attraverso il giardinetto e tentando di raggiungere la loro auto, una Fiat Punto, ma Nocco l’ha inseguita freddandola. Prima di essere uccisa avrebbe urlato e chiesto aiuto. Il marito però non si è fermato e, dopo averla assassinata, ha rivolto l’arma contro di sé.

Lo sconcerto dei colleghi

Choc nella questura veneziana, dove Nocco era considerato un poliziotto affidabile e un uomo serio. Le colleghe della moglie la descrivono come una professionista preparata e molto empatica con i pazienti. Tranquilla viene definita la coppia dai vicini di casa, che non avrebbero mai colto segnali che anticipassero l’omicidio-suicidio.

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