Coop, estate 2020: niente ferie per 10 milioni di italiani

Dopo la pandemia da Covid-10, più di 10 milioni di italiani dopo il Covid stanno pensando di rinunciare alle vacanze 2020, ma 7 su 10 hanno voglia di ripartire. Un incentivo sarebbe spendere il 20% circa in meno dell’anno scorso e in valigia sicuramente ci andranno mascherina e disinfettanti mentre un tax credit che non entusiasma i più. Ben 9 su 10 viaggeranno in Italia, anche se la gran parte vuole almeno cambiare regione, e ci si muove in auto, verso le abitazioni di familiari o amici con un tuffo indietro nelle vacanze anni ’70.

Natura e montagna in lizza

Pronti a spendere di più per la sanificazione, ma anche per un soggiorno green, il cibo rimane uno dei souvenir migliori del soggiorno, anche se si prevede di andare al ristorante con meno frequenza degli scorsi anni. E preferendo evitare gli assembramenti, molti italiani progettano di riscoprire la natura e la montagna del Paese.

L’indagine

È l’indagine realizzata da italiani.coop per conto di Robintur (sopra il pdf completo, scaricabile anche da qui). Si intitola Estate 2020, le vacanze post-Covid degli italiani è stata realizzata a inizio giugno 2020 (1-5 giugno) su un campione della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni di età. Presentata nella mattinata di oggi, giovedì 18 giugno, in una conferenza stampa online da Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative Consumatori), Stefano Dall’Ara, presidente Robintur Travel Group e Claudio Passuti, direttore generale Robintur Travel Group.

Soggiorni più brevi

Venendo ai numeri più significativi, chi parte pensa comunque a soggiorni più brevi rispetto al 2019 nel 39% dei casi, il 30% vorrebbe spendere circa il 20% in meno: il budget sarebbe stato oltre i 1.200 euro senza Covid, poco sopra i 1.000 con il Covid. Solo il 24% già pensa di ricorrere al tax credit, il contributo previsto dal Governo per incentivare gli italiani a tornare a viaggiare.

Le ragioni dei. dubbi

Il Covid si fa sentire se si calcola che di quel 30% di mancati vacanzieri, il 17% ha rinunciato proprio a causa della pandemia (con donne e over 56 che scelgono di non andare in viaggio con più frequenza). In cima alle motivazioni il caos e l’incertezza del momento: le regole poco chiare scoraggiano il 78% dei rinunciatari, la paura di ammalarsi il 77%, la necessità di risparmiare in previsione di periodi difficili il 77% e le difficoltà economiche già insorte proprio per il lockdown il 70%.

Igienizzanti a portata di mano

Certo le mascherine e i disinfettanti sono il must have della valigia dei vacanzieri. Il 93% è convinto che userà disinfettanti, igienizzanti e protezioni per il viso in vacanza (l’84% pensa addirittura ai disinfettanti per superfici). Sei su 10 si dicono disposti ad installare e usare app di tracciamento dei contagi (Immuni è quella diffusa in Italia dal Ministero della Salute) e l’88% si dice d’accordo con l’obbligo di mascherine al chiuso, mentre oltre l’80% con gli ingressi scaglionati e l’obbligo di prenotazioni. Convince molto di meno invece il passaporto sanitario, con il quale si dicono d’accordo solo il 47% dei vacanzieri e anche i dispositivi per il viso obbligatori all’aperto vedono concordi solo il 50%.

“Consumatori disorientati”

“Se un italiano su 6 dichiara che ha rinunciato alle vacanze per la pandemia, anche nel mezzo della peggiore crisi (sanitaria ed economica) dal dopoguerra ad oggi, le vacanze si confermano per la grande maggioranza degli italiani un bene insostituibile e di prima necessità. Indispensabile per il proprio benessere psico-fisico, le relazioni affettive e quelle sociali”, sottolinea Albino Russo (nella foto sopra). E Stefano Dall’Ara, presidente Robintur Travel Group (nell’immagine sotto), aggiunge: “I consumatori sono disorientati. In questa fase difficile, che si protrarrà per mesi, le competenze, il know how e le garanzie offerte da un Gruppo come Robintur saranno un punto di riferimento affinché possano riprendere a viaggiare in serenità”.

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