Ue: nuove regole alimentari per proteggere i consumatori

Nuove  regole per la valutazione dei rischi alimentari, rafforzamento delle norme esistenti per meglio proteggere i  consumatori on line e via libera alla Direttiva Ue contro le pratiche sleali in agricoltura: nella sua ultima sessione, prima della chiusura per la campagna elettorale delle europee a fine maggio, l’Europarlamento ha approvato provvedimenti attesi  da tempo da consumatori,  produttori e agricoltori.

 

Mai più un caso “glifosato”

– Mai più un nuovo caso glisofato. A grandissima maggioranza (603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni), gli eurodeputati hanno  approvato nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare.

Il provvedimento intende rispondere alle preoccupazioni sollevate dai cittadini europei nell’iniziativa cittadina (una campagna di ascolto e di raccolta di proposte lanciata dalla Commissione Ue) sul glisofato e i pesticidi tossici.

Con le nuove regole non sarà più possibile negare l’accesso agli studi di tossicità e di cancerogenicità di una determinata sostanza, così come avvenuto con il glisofato.

L’autorizzazione all’utilizzo nella Ue del potente erbicida è stata infatti prorogata per anni nonostante il suo uso fosse stato collegato a effetti cancerogeni e danni ambientali.

Una banca dati comune europea

Il provvedimento approvato a Strasburgo prevede la creazione di una banca dati comune europea degli studi commissionati per dissuadere le imprese che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un  alimento o l’utilizzo di una sostanza a non nascondere gli studi sfavorevoli.

In questo modo, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) potrà rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di soggetti terzi, bloccando l’autorizzazione a prodotti nocivi.

 

Più protezione per chi compra on line

– Più protezione per chi compra on line.  La nuova direttiva (474 voti favorevoli, 163 contrari, 14 astensioni) punta a rafforzare i diritti dei consumatori nell’era di Internet, contrastando in particolare le recensioni ingannevoli on line e la doppia qualità dei prodotti, ovvero i prodotti commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi Ue, che differiscono pero’ per composizione o per caratteristiche. Di fronte a casi di diversità significative e non giustificate, la pratica della doppia qualità potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Molto elevate le multe previste in caso di infrazioni diffuse (quelle che danneggiano i consumatori in piu’ paesi Ue): almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante  o, qualora non fossero disponibili informazioni sui ricavi, un importo forfettario pari a due milioni di euro.

 

Le pratiche sleali in agricoltura

–  Stop a pratiche sleali in agricoltura. Una firma del presidente dell’Europarlamento e del ministro degli affari europei della presidenza rumena di turno della Ue, ha  dato il via libera ad una direttiva che mette al bando le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare, assicurando un trattamento più equo ad agricoltori, produttori e consumatori.

Con la nuova  direttiva, frutto di una lunga battaglia di cui l’Italia è stata capofila, si estende la protezione alla quasi totalità degli agricoltori, delle cooperative e delle industrie alimentari della Ue, compresi i settori del floro-vivaismo e della mangimistica. Inoltre, la nuova normativa allunga da 8 a 16 il numero delle pratiche proibite, aggiungendo alla lista, tra le altre, anche le vendite a sottocosto e le aste a doppio ribasso.

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