Un’altra tragedia in Belgio dopo Goolaerts: muore Jeroen Goeleven, 25 anni

Una nuova tragedia scuote il mondo del ciclismo belga. È morto Jeroen Goeleven, 25 anni, del Team Snake Cycling. Ne dà notizia la squadra.
Il giovane ciclista dilettante è stato ritrovato senza vita nella sua stanza ieri pomeriggio, 17 aprile, dal padre.
L’annuncio del dramma su Facebook: “La nostra famiglia è distrutta, ho trovato nostro figlio nella sua stanza senza vita, è incomprensibile”.
Lo scorso 7 aprile, il giorno prima della morte del connazionale Michael Goolaerts alla Parigi-Roubaix, Goeleven si era laureato campione a cronometro del Limburgo nella categoria Amateur.
Data l’età del corridore, spiegano i media belgi, le autorità hanno aperto un’inchiesta. Jeroen Goeleven era riuscito ad approdare, nel 2015, nella squadra Continental della Colba-Superano Ham, ma in seguito è tornato a correre da dilettante.

 

Il dramma dell’8 aprile

Un altro dramma nel ciclismo, il settimo in meno di dieci anni nel cislismo belga. Michael Goolaerts, 23 anni, è morto colpito da un arresto cardiaco, mentre pedalava in bicicletta sul pavè, impegnato nella Parigi-Roubaix, la regina delle classiche.

Il ciclista si è spento alle 22,40 di domenica 8 aprile all’ospedale di Lilla, dove era stato trasportato dopo il malore durante la corsa (nelle foto).

A darne notizia, con un tweet la sua squadra, la Veranda Willems Crelan. ”Goolaerts – è scritto nel post – è morto in conseguenza di un arresto cardiaco, assistito dai familiari e da chi lo amava. A nulla sono valse le cure mediche alle quali è stato sottoposto”.

Tornano a infittirsi inevitabilmente le polemiche non solo sul doping ma anche sulla prevenzione, che avrebbe dovuto evitare che un ragazzo di 23 anni fosse stroncato mentre correva, cioé mentre faceva la professione che aveva scelto.

Mancavano 125 chilometri al traguardo

Goolaerts è caduto riverso in terra quando mancavano 125 km al traguardo. I medici gli hanno effettuato un massaggio cardiaco ai margini della carreggiata, anche con l’aiuto di un defibrillatore. Successivamente alcuni media, in particolare la televisione olandese Nos e la televisione belga Sporza, hanno spiegato che il ciclista belga non era rimasto coinvolto in una caduta, ma era stato colpito da malessere dovuto a un arresto cardiaco.

È arrivato anche un elicottero

A soccorrerlo è arrivato anche un elicottero, con il quale Goolaerts è stato trasportato a Lilla, dove c’era il più vicino ospedale adatto per il ricovero, nel reparto di rianimazione cerebrale, di una persona nelle sue condizioni.

Verifiche sul bus della squadra, controllate anche le bici

La Gendarmerie francese ha aperto un’inchiesta e alcuni agenti si sono recati sul bus della Vérandas Willems-Crelan, secondo i media belgi “per verificare lo stato delle biciclette”. Oggi dovrebbero essere forniti dei chiarimenti anche a questo proposito.

La Vérandas Willems-Crelan vuole imporre il silenzio

La squadra di Michael invoca il silenzio. Ma in casi come questi non è la privacy la prima a dover essere invocata. Servono chiarimenti e spiegazioni. Perché, se aveva problemi di cuore, il belga era in bici in una corsa difficilissima, per di più?

È il settimo decesso in Belgio dal 2009

Tra l’altro non è che il ciclismo belga può abbassare la guardia. Infatti dal 2009 è il settimo decesso. Allora Frederiek Nolf morì durante il sonno in Qatar. E ieri è tornato alla mente il caso di Daan Myngheer: aveva 22 anni quando fu colpito da un infarto in corsa a fine marzo 2016 al Criterium International in Francia. Il giovane belga sarebbe morto due giorni dopo. Senza che venissero fornite ulteriori spiegazioni,. Proprio come si vorrebbe fare in questa occasione: tacere e sopire.

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