Tumore alla prostata: una nuova terapia triplica sopravvivenza

Una grande novità nella cura deitumori alla prostata, se diagnosticati agli inizi.

È stata testata una terapia con abiraterone e prednisone, che comporta il più grande beneficio in termini di sopravvivenza mai avuto finora su pazienti con stadio precoce della malattia.

I risultati con l’associazione dei due farmaci

Nei pazienti con tumore alla prostata, l’associazione tra i due farmaci migliora la sopravvivenza globale di quasi un anno rispetto alla terapia con il solo prednisone, da 53,6 contro 41,8 mesi con placebo più prednisone.

È quanto emerge da uno studio uno studio internazionale, randomizzato, in doppio cieco di fase III condotto dalla Janssen e presentato al Congresso Europeo di Urologia in corso in questi giorni a Monaco.

 

Coinvolti nel test 1.088 pazienti

Ad esser stati coinvolti sono stati 1.088 uomini con tumore metastatico della prostata resistente alla castrazione che non avevano ricevuto una precedente chemioterapia. Oltre al beneficio di sopravvivenza, i dati dell’analisi hanno anche evidenziato un miglioramento nel tempo alla progressione della malattia, del dolore correlato al tumore e della durata del trattamento quando trattati con abiraterone acetato più prednisone rispetto a placebo più prednisone.

“Trattati in fase precoce, li trattiamo meglio”

“Il fatto di avere un significativo miglioramento della sopravvivenza negli uomini in fase meno aggressiva e asintomatica, ci fa desumere che se li trattiamo in fase precoce, li trattiamo meglio”, ha commentato Vincenzo Mirone, professore Ordinario di Urologia all’Università Federico Secondo di Napoli. Quindi, aggiunge, “emerge la necessità di team multidisciplinari tra urologo oncologo e radioterapista che possano intercettare il paziente precocemente”

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