Pedofilia, è tornato in Italia il presentatore tv Fumagalli: “Chiarirò tutto”

“Sono tornato in Italia per chiarire tutto”. Lo ha detto per il tramite del suo legale, l’avvocato Benedetto Maria Bonomo, Corrado Fumagalli, in re dell’hard su tv lombarde, rientrato ieri, mercoledì 17 febbraio, dal Brasile. Arrivato a Malpensa alle 17.20 dopo un cambio a Madrid, si è presentato con un berretto da baseball calato sul volto per evitare di essere riconosciuto. Quindi è stato preso in custodia dai carabinieri di Treviglio, che l’hanno portato in caserma alle 19.13. Qui gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, nella villa di Pognano, nel comune della Bassa bergamasca.

Con un diciassettenne c’era una relazione sentimentale

Sempre attraverso l’avvocato Bonomo, ha fatto sapere anche di essere tornato in Italia appena saputo dell’inchiesta e già allo scalo di Madrid ci sono stati i primi problemi a causa dell’ordine di arresto con altre 10 persone per gli incontri con 4 dei 5 minori coinvolti nell’indagine. Con uno di loro, un diciassettenne, sembra che Fumagalli avesse intrecciato una relazione che andava oltre gli incontri di sesso e che il giovane avesse detto di avere qualche anno in più. Ora rimane in attesa dell’interrogatorio con i magistrati di Brescia.

Pedofilia: domani in Italia Fumagalli, il presentatore tv indagato a Brescia, le notizie del 16 gennraio 2016

Sono iniziati in tribunale a Brescia davanti al gip Alessandra Sabatucci gli interrogatori degli 11 arrestati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia sulla prostituzione minorile. Potrebbe invece rientrare nella giornata di domani il dodicesimo arrestato, il presentatore di trasmissioni hot, molto noto in Lombardia, Corrado Fumagalli, attualmente in Brasile.

“Nessun rapporto, solo messaggi via WhatsApp”

“Con il minorenne che mi accusa ho avuto solo uno scambio di sms via WhatsApp ma non ho mai avuto rapporti sessuali con lui”. Lo ha detto davanti al gip Claudio Tonoli, l’uomo di 56 anni malato di Hiv e arrestato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia sulla prostituzione minorile. L’uomo era già stato arrestato qualche settimana fa dalla polizia locale di Montichiari perché sieropositivo e consapevole di esserlo, secondo l’accusa, consumava rapporti sessuali non protetti.

 

Pedofilia: nell’inchiesta anche Fumagalli, presentatore tv famoso in Lombardia: le notizie del 13 febbraio 2016

e attualmente è all’estero, “ma sarà presto in Italia”. Il suo avvocato Benedetto Bonomo dichiara: “Il mio assistito è a conoscenza dell’inchiesta e vuole rientrare per chiarire”. Il noto presentatore di trasmissioni hot su canali privati lombardi, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, “non è scappato – assicura il legale -. Era già all’estero”.

“È una vicenda – spiega ancora Bonomo – che vogliamo capire, ma che appare più grande rispetto a quanto già emerso”.

Acceso tifoso dell’Inter e “gay famoso che paga bene”

Fumagalli veniva indicato dai ragazzini che lo frequentavano, giovani di 15, 16 e 17 anni, come il “gay famoso che paga bene” o “l’acceso tifoso dell’Inter”.

Secondo l’inchiesta il presentatore tv, che si trova attualmente in Brasile per il Carnevale, per ogni prestazione pagava 50 euro e a un sedicenne avrebbe anche regalato un telefono cellulare per gli scambi di sms.

Due ragazzi alla volta

“Fumagalli – scrive il gip Alessandra Sabatucci – era solito invitare due ragazzi alla volta e consumare rapporti sessuali nella sua abitazione dopo aver offerto il pranzo e aver condotto le persone offese presso il centro commerciale Orio al Serio per fare acquist

 
Undici arresti tra cui un sacerdote e un allenatore: le notizie dell’11 febbraio

Undici persone, tra cui un sacerdote e un allenatore di squadre di calcio giovanili, sono state arrestate tra Emilia e Lombardia con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni.

Il blitz in sei province

Il blitz dei carabinieri è scattato contro un giro di prostituzione minorile nelle province di Brescia, Bergamo, Milano, Monza, Pavia e Parma.
I ragazzi si presentavano come maggiorenni sui social network. Una volta stabilito il contatto, gli indagati avevano con loro rapporti sessuali in luoghi appartati in cambio di regali o piccole somme di denaro.

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