Boldini si fa in due: story map di 10 mostre imperdibili (infografiche)

Grandi capolavori, opere poco conosciute al grande pubblico oppure artisti da riscoprire. Gli appassionati delle mostre d’arte si preparano alla grande abbuffata di primavera ormai alle porte. Cinema, moda, cibo sono soltanto alcuni dei temi protagonisti delle esposizioni in corso o ai nastri di partenza. Ecco una piccola guida per orientarsi nel ricco programma ed una storymap per viaggiare tra le 10 mostre che, secondo Consumatrici, sono da non perdere.

Milan l’è un gran Milan

 

È Milano a fare la parte del leone nel calendario delle mostre di quest’anno. Complice anche l’Expo 2015, il capoluogo lombardo propone un fitto programma di esposizioni che arriva fino a metà 2016. Il fil rouge è il cibo, tema dell’Esposizione Universale, declinato come nutrizione, natura, incontro tra culture e futuro del pianeta. Da non perdere Giotto, Leonardo e Medardo Rosso, ma anche Raffaello e Hayez.

Piccola parentesi dedicata alla grande moda italiana con la mostra “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré”, dal 10 marzo a Palazzo Reale. Dopo l’esordio al Museo del Tessuto di Prato, l’esposizione, che rende omaggio al grande architetto della moda italiana, arriva nella città sede della maison da lui fondata. Curata da Daniela Degl’Innocenti, la mostra ruota attorno alla camicia bianca, icona dello stilista, celebrata con capi, disegni, bozzetti, foto, immagini pubblicitarie, video e altre installazioni.

 

Le donne di Boldini

 

Un italiano a Parigi che a cavallo tra ‘800 e ‘900 immortala la bellezza e la modernità. Sono due le mostre dedicate al ferrarese Giovanni Boldini si fa in due: la prima a Forlì ripercorre gli anni trascorsi a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli, la seconda al Castello Estense di Ferrara che raccoglie i ritratti delle protagoniste della Belle Epoque, una galleria di capolavori di Boldini e Giuseppe De Pisis, altro ferrarese attivo nella nella Ville lumière, selezionati dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari.

 

Ciak, che mostre

 

Registi, dive del passato e attori che hanno fatto la storia del cinema. Roma, Modena e Bologna sono le città che ospitano le tre più importanti mostre dedicate al grande schermo.

 

A Roma un’eccellenza italiana

A Roma è protagonista un’eccellenza italiana, quella dei costumi, quella degli artisti e degli artigiani che hanno fatto grande il cinema, italiano e internazionale. Un doppio percorso immaginato, da un lato, lungo l’arco cronologico di un secolo, le cui tappe sono segnate dai costumisti (Piero Tosi, Danilo Donati, Gabriella Pe­scucci, solo per citarne alcuni); dall’altro lato, alla ricerca del lavoro del costumista in capolavori della storia del cinema che grazie ai loro abiti sono impressi nella memoria di generazioni e generazioni.

The cinema show“, a Palazzo Santa Margherita, sede della Galleria civica di Modena fino al 7 giugno, presenta l’opera di una quarantina di fotografi. In mostra Marlene Dietrich e Carroll Baker, John Huston e Tony Curtis, Totò e Roberto Benigni, Marcello Mastroianni ed Eduardo De Filippo protagonisti di fotografie di scena, ritratti in studio, scatti eseguiti durante le pause sul set oppure in strada di sorpresa.

La dolce vita a Bologna

Fino all’1 marzo a Bologna, invece, la galleria ONO arte contemporanea in collaborazione con Guido Gambetta e Salvatore Mirabella presenta “La Dolce Vita di Pais“, mostra personale di Rodrigo Pais, il fotografo romano che negli anni Sessanta ha documentato i set dei più grandi film del periodo. In mostra non solo un compendio dei film più importanti della cinematografia nazionale che Pais ha fotografato, ma anche e soprattutto le protagoniste al femminile di quel periodo: Sophia Loren, Silvana Mangano, Virna Lisa, Claudia Cardinale, Anita Eckberg, Anna Magnani o Brigitte Bardot.

Da segnalare, infine, la proroga al 12 aprile 2015 della mostra “Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo 50 anni dopo” che ha registrato oltre 27mila visitatori. Promossa per celebrare i cinquant’anni del capolavoro girato da Pasolini nel 1964, la mostra, divisa in sei sezioni, racconta la storia e i luoghi del Vangelo in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni.

Tanti gli spunti e numerose le occasioni per vivere la cultura.

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