Scuole a pezzi: crollo a Pescara e esplosione a Chieti

È accaduto in due scuole in due giorni. Oggi è successo a Pescara, all’istituto alberghiero De Cecco, dove si è staccato l’intonaco da una parete cadendo sugli allievi presenti nell’aula. Due quindicenni sono rimasti feriti in modo non grave. Per sicurezza, comunque, i ragazzi sono stati soccorsi da un’ambulanza e trasportati al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Nel frattempo gli 800 studenti dei tre plessi dell’istituto, conosciuto anche come ex Aterno, sono stati evacuati e i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri, sono interventi per una verifica strutturale.

In provincia di Chieti un’esplosione nel vano caldaie

Un altro incidente si era verificato ieri a Vialla Santa Maria, in provincia di Chieti, stavolta all’interno delle scuole elementari e medie Benedetto Croce. Questa volta il problema ha riguardato il vano caldaia, dove c’è stata un’esplosione, provocato forse da una perdita di gas. In seguito allo scoppio, sono stati danneggiati muri interni ed esterni. Nessun ferito solo perché l’incidente è accaduto poco prima dell’entrata dei bambini. Immediatamente dopo il sindaco ha risposto la chiusura del plesso.

Il Codacons: “I genitori chiedano i risarcimenti”

Dopo i fatti di Pescara, è intervenuto anche il Codacons. Il suo presidente, Carlo Rienzi, attraverso una nota, ha detto che “sono anni che denunciamo il degrado delle scuole italiane, che come dimostrano i frequenti crolli di soffitti e intonaci, cadono letteralmente ‘a pezzi’. Una situazione che rappresenta un potenziale pericolo per studenti, insegnanti e personale scolastico. Ci chiediamo che fine abbia fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il ministero dell’Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia”. Inoltre, aggiunge il Codacons, invita i genitori a chiedere un risarcimento danni al Miur.

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