L’Elba celebra Napoleone nel bicentenario della morte con molte iniziative

L’Isola d’Elba, la più grande isola dell’arcipelago toscano nel 2021 è in festa. Da mesi si lavora infatti alla ricorrenza dei 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte per la quale lavora una fitta rete di città e associazioni non solo italiane. Il generale francese ebbe sull’isola un breve esilio: in tutto dieci mesi fra il 1814 e il 1815, ma molto significativi.

Covid permettendo, quest’anno l’Elba si prepara a celebrare un programma di eventi con importanti associazioni internazionali, fra le quali la Federazione europea delle Città Napoleoniche.

Tanti i luoghi, le storie e le leggende, in molti casi poco noti, che raccontano la vita dell’Imperatore nell’Isola.

Bonaparte dormiva pochissimo

“Napoleone dormiva pochissimo – racconta Niccolò Censi, coordinatore della Gestione Associata Turismo dell’Isola d’Elba -; si dice che quattro ore per notte gli fossero più che sufficienti. Era un grande appassionato di filosofia e scienza, giardinaggio e ingegneriae per sostenere le proprie abitudini di studioso e pensatore, fece in modo di organizzare in quasi tutte le città, lungo il percorso dei suoi spostamenti, una dimora che fosse punto di riferimento e oasi di quiete.

La prima residenza nella palazzina dei Mulini

“Dopo una prima notte sull’isola, l’imperatore in esilio – spiega ancora Censi – individuò la Palazzina dei Mulini come prima residenza così chiamata per l’antica presenza nel luogo di alcuni mulini a vento. Qui, Napoleone pare trascorresse molte delle sue notti nel giardino, passeggiando e meditando una nuova rivincita. Come residenza estiva, fece riadattare villa San Martino, nell’entroterra dell’isola. La dimora avrebbe dovuto essere il nido d’amore da condividere con la moglie Maria Luisa, che però non lo raggiunse mai sull’isola”.

“Pochi sanno che Bonaparte – prosegue Censi – fece allestire delle stanze anche tra le mura di Forte San Giacomo a Porto Azzurro mentre a Rio, accanto a quella che oggi è la sede del Museo del Parco Minerario, sorge un’antica villa che fu palazzo governativo e dove Napoleone era solito alloggiare”.

Lo sbarco di Napoleone Bonaparte all’Isola d’Elba avvenne il 4 maggio 1814, a Portoferraio: “Da quel momento e fino al 27 febbraio 1815 – racconta ancora Censi -,la vita della comunità elbana venne stravolta dalla presenza di Napoleone e le sue tracce sono ancora ovunque”.

Attribuita all’imperatore la prima Doc dell’isola per l’Aleatico

Per esempio, a lui viene attribuito il merito di aver istituito la prima Doc elbana, riconoscendo il valore del vino Aleatico, “scoperta fatta grazie al ritrovamento del Privilegio dell’Imperatore, un documento che può essere considerato una sorta di Doc ante-litteram – spiega il coordinatore turistico -.La passione di Napoleone per i vini si tradusse durante il suo soggiorno all’Isola d’Elba in un progetto ambizioso come la realizzazione di un’azienda vitivinicola e riserva di caccia intorno a San Martino, dove fece impiantare diversi vitigni nei pressi della bella residenza, immaginando anche due etichette: il rosso Côte de Rio, ispirato al colore rosso delle montagne ricche di minerali, e il bianco Monte Giove che richiamava il granito dell’omonima cima, calcolando con precisione confermata dalla vendemmia del 1815 (che non riuscì a vedere) quanti barili avrebbe ottenuto”.

Il passaporto della madre

Ma all’Elba c’è anche il passaporto ‘falso’ della madre di Bonaparte. “A Portoferraio, tra i documenti dell’archivio storico dell’Isola d’Elba – spiega Censi -, si conserva anche il passaporto con cui viaggiò sotto mentite spoglie Maria Letizia Ramolino, nobildonna italiana della Corsica, nota come ‘Madame Mère’.

La mattina del 2 agosto 1814, con il falso nome di Madame De Pont, a quasi 65 anni e abbigliata con molta semplicità, Madame Mère saliva sul ponte del brick inglese Grasshoper ancorato a Livorno per raggiungere l’Elba, viaggiando verso il figlio e pronta a sostenerlo anche durante la sua caduta”.

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