Melevisione compie 20 anni, stasera la maratona tv

Dal 2000 al 2015 ho fatto entusiasticamente parte del gruppo autoriale di “Melevisione” (nella foto in basso). L’avverbio “entusiasticamente” non è scelto a caso, perché questo è un programma molto speciale: quattro generazioni di bambini sono cresciute con lui.
Ancora oggi, durante gli incontri che faccio con genitori e insegnanti, spesso mi viene chiesto se Melevisione sia un programma didattico. Io rispondo che non lo è per scelta.

La televisione di per sé è pedagogica, perché dà orientamento al sistema dei valori, offre punti di riferimento. Se usata male ha un grande potere distruttivo con effetti ritardati nel tempo. Se usata bene ha effetti positivi, altrettanto duraturi.

Oltre 1.500 puntate scritte

Durante le oltre 1.500 puntate scritte, abbiamo parlato di tutto: dei vulcani, della luna, delle formiche, delle uova, dei dinosauri, dell’acqua… abbiamo parlato degli egiziani, degli aztechi dei pirati, ogni volta abbiamo offerto informazioni, curiosità, riferimenti culturali, e questo riteniamo sia un contributo positivo. Ma il nucleo e la forza di Melevisione stanno altrove.

Sentimenti ed emozioni.
Melevisione parla di sentimenti e di emozioni.
Un bambino, da grande non ricorderà le spiegazioni sul mondo che via via ha ricevuto da insegnanti e genitori, ma ricorderà le emozioni che ha vissuto: momenti di gioia, di paura, di rabbia, di piacere… E’ attraverso le emozioni che si sperimenta il mondo. Quelle dei bambini sono emozioni intense, totali, che fanno fatica a gestire e da cui spesso vengono sopraffatti. Soprattutto, non riescono a dare voce al magma profondo che sentono dentro.
Uno strumento antico, che funziona da millenni per aiutare i bambini a comunicare i loro sentimenti e a decodificarli è la fiaba, Da millenni la fiaba dà voce alle emozioni usando la metafora del racconto.

La forza della fiaba
La Melevisione affonda le proprie radici nella fiaba e la sua forza è data in grande parte da questo. Per raccontare usa i personaggi archetipici: una fata, una strega, un Lupo, un Orco, un Eroe e una Eroina che nel programma si incarnano in personaggi precisi: Tonio Cartonio (nella foto in apertura di pagina), Lupo Lucio, Strega Varana, Milo, Fata Lina eccetera. Usando e giocando con la fiaba in tanti modi, di fatto, simuliamo quello che i bambini fanno da sempre, ossia i giochi di ruolo, che sono il presupposto primo della creatività.
Melevisione, di fatto, è un grande gioco di ruolo che mette in scena quello che il bambino compie giocando
La differenza con la fiaba è che attraverso i nostri personaggi-archetipi noi non raccontiamo sempre la stessa storia ma ne raccontiamo mille diverse.
Il nostro è un programma che accetta l’emozione come abitante delle storie, come energia positiva che permette il superamento della fatica del crescere, trasformandola il una avventura piacevole… o perlomeno, possibile. Nei fatti, non si sgombra la strada da errori e difficoltà, ma si traccia un sentiero che il bambino sente di poter percorrere con sicurezza, sentendosi meno solo, perché ad accompagnarlo c’è un folletto amico.

Il nostro lavoro di scrittori
Il nostro lavoro di scrittori è quello di trovare le parole giuste per raccontare. Di tutto si può parlare. Cerchiamo di offrire ai bambini storie paradigmatiche e metafore dietro le quali ripararsi quando sentono che quello che vivono è difficile da dire.
Lo facciamo attraverso una sit-com pensata per i bambini : raccontare, cioè, le avventure dei nostri personaggi in chiave umoristica. Il motivo è che ridendo si riescono a dire anche cose serie. Se, per esempio, si parla del bullismo mettendo in ridicolo il bullo, si fa un buon servizio, più che fare tanti “fervorini” morali. Il riso è un grande strumento pedagogico.

Puntate leggere e puntate pesanti
Ma anche la puntata più buffa, più clownesca, più pazza, deve avere al proprio interno un pensiero. Non parlo di morale finali. Può essere la filastrocca, la canzone, o semplicemente la scelta che si offre al bambino fra modelli positivi e negativi con i quali confrontarsi e schierarsi.

Vogliamo chiamarli valori? Per noi sono quelli della tolleranza, della solidarietà, dell’empatia, del coraggio, dell’intelligenza, dell’audacia, della curiosità, della ricerca… che permettano ai bambini di sentirsi gli eroi positivi di quella storia. Offriamo un mondo relazionale positivo. Anche attraverso i cattivi che hanno un ruolo di arginati c’è una morale in sé. Nel corso degli anni Melevisione ha parlato anche di temi profondi come la morte, la disabilità, le molestie, l’adozione…
Ecco, credo che sia per tutti questi motivi che Melevisione oggi compie vent’anni e questa sera, dalle 21 fino alle 2 di notte ci sarà una maratona per festeggiare il suo compleanno. Davanti alla televisione seduti insieme a guardare, ci saranno i bambini di oggi e quelli di ieri.

  • Janna Carioli (nella foto qui sopra), che firma questo articolo, è una della autrici “storiche” di Melevisione
Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto