Varsavia: migliaia di donne in piazza per difendere la legge sull’aborto

Nuova ondata di manifestazioni in Polonia contro il divieto di aborto. Migliaia di donne scese in piazza, ieri a Varsavia, nonostante il freddo e la neve, per difendere la loro libertà.
Le proteste, promosse dall’organizzazione ‘Lo sciopero nazionale delle donne’, erano la risposta a un disegno di legge, chiamato “fermiamo l’aborto”, fortemente sostenuto dalla Chiesa polacca, e accolto dal parlamento per ulteriori elaborazioni, con il quale le donne polacche rischiano di essere costrette a partorire bambini con handicap, nonostante le malformazioni del feto risultate durante le analisi prenatali.
In piazza una grande rabbia
Ma la rabbia delle donne in piazza era ancora più forte, perché la proposta è passata non solo grazie ai voti dei deputati della maggioranza del partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski, ma anche a causa dell’assenteismo di diversi parlamentari dell’opposizione.
Nella stessa seduta è stato accantonato anche un altro disegno di legge, che proponeva condizioni piu’ libere nell’accesso all’interruzione di gravidanza.
“Restituiteci i vostri mandati”
“Restituiteci i vostri mandati”, “L’inferno delle donne continua” hanno gridato le polacche sotto le sedi della piattaforma civica (Po) e Nowoczesna (Moderna). Dietro le quinte c’è la Chiesa polacca, da tempo insoddisfatta del compromesso intorno alla legge sull’aborto raggiunto dalle forze politiche nel lontano 1993. Si tratta di una legge, tuttora in vigore e largamente sostenuta, che permette di abortire nei casi in cui sia a rischio la vita della donna, nei casi di stupro o di una forte malformazione del feto, quindi rigorosa e per nulla permissiva.
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