La scuola (emiliana) che insegna a scrivere male

“…Una scuola di scrittura dove si insegna, in un certo senso, a scrivere male…”: così presenta il suo lavoro Paolo Nori, originale scrittore la cui disobbedienza alle regole offre libri vivacissimi. Qui lo troviamo a raccontare – perché di un raccontare si tratta-  una esperienza e una serie di considerazioni sul “bello scrivere”.

Se uno scrive per raccontare, qualche domanda sul “che cosa” e “come” lo racconta deve porsela.

 

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A caccia di una lingua concreta

E Paolo Nori (nella foto) lo ha fatto, dandosi anche un obiettivo: far emergere una lingua concreta, quella che si parla e che si modifica giorno dopo giorno, quella che è vitale e che cresce e non quella che si dà la patente di nobiltà perché rispetta le regole della grammatica.

 

Un libro prezioso per tutti

Ecco, allora, un libro prezioso per chi legge e scrive. Si chiama “Scuola elementare di scrittura emiliana per non frequentanti (con esercizi svolti) “ (Corraini, 192 pagine, 18 euro) in cui l’autore elabora e spiega la sua visione delle cose, rimandando ai formalisti russi, al dialetto, alla lingua parlata che non dice “giuoco” o “poffarbacco” ma sa esprimere, cercare, pensare senza le briglie dell’accademia. E imparare a narrare. Per tutti.

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