Consulta: eletti i 3 giudici coi voti di Pd e Grillo, furiosa Forza Italia

Dopo 29 votazioni a vuoto, alla trentesima – ieri sera – si è sbloccata l’elezione dei tre giudici costeituzionali mancanti. Si  tratta dei giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. L’impasse si sblocca – tra le ire degli di Forza Italia – quando Matteo Renzi gela Forza Italia, dà il via libera a un accordo che coinvolga M5S e centristi, ma esclude i parlamentari di Berluscoin.

Sì alla terna proposta dal Pd dai deputati e dai senatori del movimento di Grillo, A questo punto, in serata, Augusto Barbera (il primo nella foto a sinistra in basso) ha ottenuto 581 voti, Franco Modugno 609 voti e Giulio Prosperetti 585 voti. Il quorum era di 571 voti.

Berlusconi va all’attacco: nemmeno un membro di centro-destra

“Questo il premier estende i suoi interventi ovunque e pone i suoi uomini dovunque, mentre noi lasciavamo sempre una percentuale di nomine alle opposizioni, afferma Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Vespa.

“Dico solo – aggiunge – che è molto grave che la Consulta non abbia al suo interno nemmeno un giudice che sia del centrodestra che oggi tra gli elettori è la componente più importate. E’una cosa grave”. “Se fossi presidente della Repubblica – ha detto sempre alla presntazione del libro di Vespa – scioglierei il Parlamento ed andrei alle elezioni”.

Soddisfatti i presidenti Grasso e Boldrini

 “L’elezione dei nuovi giudici della Corte Costituzionale è motivo di profonda soddisfazione. A loro vanno i nostri più sentiti auguri di buon lavoro. Oggi, dopo aver preso atto di un risultato a lungo atteso e auspicato, sentiamo il dovere di invitare con ancora maggiore forza i Gruppi parlamentari ad una riflessione: è assolutamente indispensabile evitare che in futuro si creino situazioni di stallo così prolungate”: così si esprimono i presidenti del Senato Pietro Grasso e e della Camera, Laura Boldrini in una nota congiunta.

“La libera espressione delle posizioni politiche non deve mai arrivare a mettere a rischio il funzionamento delle istituzioni. Di questo – proseguono i presidenti di Senato e Camera – occorre che tutti siano perfettamente coscienti. Ci auguriamo che l’importante risultato odierno segni un progresso in termini di consapevolezza delle forze politiche e crei i presupposti per abbandonare in futuro, almeno sui temi istituzionali, rigidità eccessive, strumentalizzazioni e veti incrociati”.

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